"Parlate di poltrone, sono esausto": bacchettata di Grillo

Rufina Vignone
Settembre 2, 2019

Ma Beppe Grillo è "esausto" del triste spettacolo offerto e in un video pubblicato sul suo canale YouTube striglia i suoi, rei di pensare a posti, poltrone e strapuntini senza badare al futuro del Paese. "I 5 Stelle hanno il desideri di consultare la base ma è solo per dare un contentino a chi crede che questo Movimento si avvalga di una democrazia diretta che nei fatti non c'è".

Le parole di Grillo non sono passate in sordina, quasi immediata la risposta del segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti che su Twitter scrive: "Mai dire mai nella vita".

In questa pazza estate della politica italiana non passa giorno senza che tutto cambi, comprese le posizioni politiche ed il successo (o l'insuccesso) dei leader. Segnali di distensione, dunque, dopo una giornata di incontri e trattative tutt'altro che semplici.

Di fronte al rinnovato clima di tensione tra quelli che dovrebbero essere i nuovi alleati, Beppe Grillo è tornato a parlare rivolgendo una critica a Di Maio (e a Di Battista), chiedendo ai suoi di smetterla di procedere con ultimatum e messaggi social ostili. ufficialmente è un appello rivolto a tutti, anche al Pd, ma sembra evidente che il vate pentastellato abbia voluto mandare un messaggio ai vertici del MoVimento.

Lo ha detto il cofondatore del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, in un videomessaggio. C'è ovviamente Luigi Di Maio. Tanto che, proprio ieri, si è paventata la possibilità che volesse rinunciare al mandato. "Non so se l'euforia - ha dichiarato Crisanti - sia il modo migliore per affrontare questo momento, penso che sia la serietà".

Nel nuovo statuto "è stato aggiunto il requisito del quorum minimo per la riconferma della consultazione, che statisticamente è difficile raggiungere. Coniugato con la fattispecie concreta, un potere costituzionalmente assimilabile a quello del Presidente Mattarella, ma esercitato da due persone (Grillo e Di Maio) che non sono state elette, ma (auto) nominate", conclude Borrè.

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