Sos Amazzonia, Fridays For Future Firenze in mobilitazione: ritrovo al consolato brasiliano

Bruno Cirelli
Agosto 25, 2019

"Siamo molto vicini alla soglia di non ritorno per quanto riguarda i cambiamenti climatici, e non possiamo permettere che uno dei principali fattori di assorbimento di CO2 atmosferica e di produzione di ossigeno e di vapore acqueo venga irrimediabilmente distrutto".

Il capo di Stato francese Emmanuel Macron ha lanciato su Twitter l'allarme sulla "crisi internazionale" per i roghi in Amazzonia, reclamando il diritto del G7 di mettere in agenda la questione nel prossimo vertice. Stiamo andando incontro una incontrollabile sequenza di eventi che distruggerà i nostri ecosistemi e, di conseguenza, la nostra sopravvivenza su questo pianeta. Il programma che il Sindaco ha promosso in campagna elettorale attribuisce una grande rilevanza a questo tema anche attraverso proposte finalizzate ad aumentare la capacità urbana di rispondere al cambiamento climatico -intervengono la consigliera PD Donata Bianchi insieme al capogruppo Nicola Armentano- Condividiamo e ammiriamo l' impegno delle migliaia e migliaia di ragazze e ragazzi di questo movimento che serve a rompere il silenzio dei media e a richiamare le istituzioni e le forze politiche ad una nuova consapevolezza.

Trecento persone provenienti da tutta la Toscana, dalle 18.30, si sono riunite su Lungarno Vespucci "per contestare le politiche di sfruttamento del territorio del presidente Bolsonaro e la sua totale negazione del problema ecologico, mentre da giorni la Foresta Amazzonica continua a bruciare e già più di 20mila ettari di verde sono stati ridotti in cenere", si legge sulla pagina del movimento.

La protesta coinvolge città di tutto il mondo.

"L'Amazzonia brucia per il profitto di pochi con l'indifferenza, anzi la complicità, del governo Bolsonaro" denuncia Fridays for Future, che ha organizzato per oggi presidi in tutta Italia - a Milano, Torino, Bologna, Roma, Napoli, Bari, Udine, Asti, Sassari, Firenze, Cesena, Padova, Palermo, Reggio Calabria, Catania, Genova, Aosta, Parma e Como. Garantire giustizia climatica, nel rispetto dell'equità. 3. "Vogliamo un governo che marchi stretto le compagnie che abusano delle nostre risorse naturali e che metta al primo posto i diritti delle popolazioni indigene".

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