Incendi Amazzonia, Bolsonaro invia l'esercito e teme le sanzioni internazionali

Bruno Cirelli
Agosto 24, 2019

La Francia e l'Irlanda avevano già minacciato di non ratificare più un accordo commerciale con il Sud America se Bolsonaro non avesse fatto qualcosa per tutelare l'Amazzonia. Un patrimonio di tutta l'umanità. Sempre, secondo le cifre dell'Inpe cinque sono gli Stati (di qui i primi 4 fanno parte della regione amazzonica) che hanno registrato un aumento maggiore del numero di incendi in Brasile dall'inizio dell'anno, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso: Mato Grosso, in crescita del 260% rispetto al 2018; Rondônia, con il 198%; Pará, con il 188%; Acre, con 176%; e Rio de Janeiro, con il 173%. La cosa che i media ecologisti non dico è che spesso le foreste vengono bruciate da agricoltori che hanno bisogno di campi per coltivare roba da mangiare, e non da speculatori spietati che vogliono costruire villette a schiera. Gli incendi che stanno devastando vaste zone della foresta amazzonica, secondo il National Institute for Space Research (Inpe), nel solo Brasile sono aumentati all'incirca dell'83% rispetto al 2018. "Noi siamo un governo con tolleranza zero nei confronti del crimine e nel campo dell'ambiente non c'e' differenza: noi agiremo in modo deciso per mettere sotto controllo gli incendi", ha detto, in un discorso televisivo, il presidente brasiliano che è stato duramente criticato per non aver protetto la foresta amazzonica. Nelle aree di avanzamento della frontiera agricola, la foresta stava venendo giu a ritmi che non si vedevano da decenni. Una scelta, questa, che mette tra l'altro a repentaglio la vita e gli equilibri di tantissime comunità indigene. "Faremo quello che è per noi possibile", ha aggiunto sottolineando che "il problema sono i fondi". A questo si è aggiunge il fenomeno dell'estrazione illegale d' oro con utilizzo di mercurio, che ha effetti letali sulle piante e avvelena i fiumi.

"Il Brasile ha ingranato la retromarcia nella tutela di questa fondamentale riserva di ossigeno e biodiversità e questo non può non destare preoccupazione".

La sua distruzione provocherebbe quindi il rilascio di grandi quantità di gas a effetto serra nell'atmosfera, accelerando ancora di più i cambiamenti climatici.

Sulla questione è intervenuta anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, definendo l'Amazzonia una priorità, "una situazione di grave emergenza", e rilanciando la proposta del presidente francese di discuterne al G7. "Diversamente dai recenti mega-incendi in Siberia e Alaska, i roghi dell'Amazzonia è improbabile che siano stati causati da fulmini".

Intanto, di fronte al dramma ambientale, il presidente boliviano Evo Morales ha chiesto ieri una riunione urgente dei ministri degli Esteri dei Paesi che integrano l'Organizzazione del Trattato di cooperazione amazzonica (Otca), la cui convocazione sembra però essere difficile perché alcuni dei membri si rifiutano di partecipare per non trovarsi accanto ai rappresentanti del governo del Venezuela.

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