La Open Arms: "L'Italia e la Spagna ci garantiscano un porto sicuro"

Bruno Cirelli
Agosto 19, 2019

Ad Algeciras è in funzione da un anno un Centro di assistenza temporanea per stranieri (CATE), con la capacità di accogliere, per essere identificati e poi indirizzati alla rete di accoglienza, circa 600 migranti.

Matteo Salvini ribadisce il suo no assoluto allo sbarco ma Open Arms insiste. Oltre ai 24 minori, in partenza con la Sansovino altri 13 migranti - sei donne - sbarcati pure dalla Open Arms: tra di loro pure Hikma, l'etiope di 18 anni "rinchiusa e torturata il Libia", ha raccontato ieri all'Ansa. Sembrerebbe tutto perfetto se non fosse che proprio a luglio scorso la Caravana Abriendo Fronteras, composta da una rete di associazioni spagnole che rivendicano l'accoglienza e il diritto di libertà di movimento per tutte le persone, si era mobilitata presso il CATE di San Roque-Algeciras per denunciare quanto siano inutili e dannose queste strutture. "Basta con questi tira e molla con Paesi Ue che puntualmente fanno finta di non vedere e non sentire e lasciano sola l'Italia a gestire il fenomeno migratorio che, invece, riguarda tutta l'Europa. Di fronte al silenzio reiterato degli Stati europei, ci siamo anche avvalsi del supporto del team medico di Emergency che ha inviato un suo psicologo e un mediatore e ha redatto un report medico psicologico con il quale si denunciano numerosi casi di fragilita' e in generale una situazione di grave crisi psicologica a bordo".

"Rivolgiamo un appello agli Stati membri e alle Ong a collaborare per trovare una soluzione che funzioni e che permetta uno sbarco immediato delle persone a bordo" della Open Arms. Che poi però svolge, solo quando costretta e solo in prossimità delle proprie acque nazionali. Lo ha ribadito il ministro dell'interno Matteo Salvini a Radio Anch'io. Una scelta che ha sollevato diverse reazioni di protesta in Spagna. "Si ragiona con calma e si lavora da ministro". La ong spagnola Open Arms ha chiesto alla troupe di Sky Tg24, vicina all'imbarcazione, di andare via e non riprendere i 107 migranti a bordo.

"Vogliamo - aggiunge - che Sánchez spieghi perché non ha concordato questa risposta con il principale partito di opposizione, il Partito popolare", e si rammarica che non sia stato fatto "con il resto delle amministrazioni coinvolte", come la giunta regionale dell'Andalusia e il municipio di Algeciras.

"Ora, dopo 18 giorni di stallo, Italia e Spagna sembrano finalmente aver trovato un accordo, individuando Maiorca come porto di sbarco, decisione che ci appare del tutto incomprensibile - sottolinea la ong -".

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