Accordo in Sudan tra militari e opposizione per la transizione democratica

Bruno Cirelli
Agosto 19, 2019

L'accordo è arrivato dopo otto mesi di proteste, inizialmente contro il leader autocratico Omar al-Bashir, destituito ad aprile, poi contro il regime militare che lo ha deposto.

E' prevista per oggi la firma formale della dichiarazione costituzionale tra la giunta militare e l'opposizione civile in Sudan che traghetterà il Paese verso un processo di democratizzazione e libertà elettorale. Manifestazioni che sono sfociate in aspri scontri con centinaia di morti soprattutto per la repressione operata dai paramilitari del generale Mohamed Hamdan Dagalo. L'intesa raggiunta in luglio ed inserita oggi nella Dichiarazione costituzionale, prevede che il governo di transizione sarà formato da 5 militari e 5 civili, mentre l'11mo rappresentante sarà un civile approvato dai militari; tale governo provvisorio durerà 3 anni e 3 mesi, dopodiché a guidare il paese sarà un governo di civili eletti dal popolo. "L'imputato ci ha riferito che il denaro faceva parte di una somma di 25 milioni di dollari che gli era stata inviata dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman per essere utilizzata al di fuori del bilancio statale", ha dichiarato l'investigatore Ahmed Ali, secondo cui Bashir ha ammesso anche altri due pagamenti precedenti intascati dall'Arabia Saudita, del valore rispettivamente di 35 e 30 milioni di dollari. Il nome papabile come premier è quello dell'economista Abdalla Hamdok. Una pagina nuova nella travagliata storia del Sudan è stata aperta.

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