Ciclismo in lutto, è morto il grande campione Felice Gimondi

Rufina Vignone
Agosto 18, 2019

L'orologio prende il tempo e il tempo batte per noi. Qui ci sarà per tutto il giorno la camera ardente. Quando la strada sale. Nel 1968, dopo un ottimo terzo posto al Giro, si aggiudicò la Vuelta a España, diventando a soli 25 anni il secondo ciclista di tutti i tempi ad aggiudicarsi tutti e tre i Grandi Giri, impresa riuscita per primo al francese Jacques Anquetil.

Eppure, per molti giovanissimi Felice Gimondi è poco più di una figurina: un campione del passato, del quale hanno visto qualche breve filmato e forse letto qualche descrizione della sua carriera. Quell'orologio evocato da Ruggeri, però, per lui si è fermato. Lo ha colto un malore mentre faceva il bagno nelle acque di Giardini Naxos, nei pressi di Taormina, dove era in vacanza insieme alla famiglia. "Adorni e Gimondi sono due fratelli che hanno vissuto sempre assieme i bei momenti della loro carriera, quindi con Vittorio ci siamo sentiti immediatamente". La morte di Gimondi è una grande perdita.

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Il ricordo che il campionissimo belga fa dell'amico-rivale tocca il cuore.

E' stato lo stesso "cannibale" a rendere omaggio al suo avversario scomparso improvvisamente: "stavolta perdo io" ha scritto Merckx aggiungendo "perdo, prima di tutto, un amico e poi l'avversario di una vita". Tra i tanti messaggi di cordoglio anche quello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ne ha ricordato i tanti successi che hanno dato prestigio all'Italia nello sport e il suo stile di grande valore nel comportamento sportivo e umano. Cassani ha parlato in esclusiva a Sky Sport: "Un corridore che vince le grandi classiche e i Giri è un fenomeno. Felice è stato tra i più grandi ciclisti di ogni epoca".

Sconvolto dal dolore anche un altro grande rivale di Gimondi, Gianni Motta. Eravamo entrambi nati poveri e siamo cresciuti a forza di colpi sui pedali.

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