Emergenza medici, rivoluzione veneta: via libera ai non specializzati

Barsaba Taglieri
Agosto 17, 2019

Una rilevazione effettuata in aprile, ha indicato una carenza di 180 medici, nelle unità operative di Medicina e Geriatria.

La stessa Fondazione curerà anche il percorso formativo per i medici non specializzati da destinare nei Pronto Soccorso. Non ci sono più le condizioni per aspettare gli specializzati da mandare in corsia. I concorsi vanno deserti. "E neppure risolutiva, è stata la decisione di richiamare al lavoro i medici in pensione". Si parte il 15 settembre con la pubblicazione del bando.

L'iniziativa avanzata dalla regione dovrebbe avere un costo complessivo di circa 25 milioni di euro, mentre sarebbero 320 i medici abilitati che dovrebbero finire a lavorare nell'area del Pronto Soccorso ed altri 180 in quella delle medicina internistica. Si tratterebbe comunque, di un provvedimento previsto nel piano socio-sanitario che - come ha chiarito l'assessore alla Sanità Manuela Lanzarin -è già legge. Si tratta di garantire i livelli essenziali di assistenza, che sono un obbligo costituzionale al quale non intendiamo sottrarci.

Zaia rassicura gli utenti dicendo che la qualità dei professionisti e la sicurezza dei pazienti sarà centrale nel percorso formativo; inoltre, puntualizza, i colleghi più esperti seguiranno da vicino i medici nel corso del periodo di tutoraggio.

"Stiamo agendo in un quadro di programmazione nazionale sbagliata" spiega il governatore Luca Zaia annunciando un processo che è unico in Italia.

La Fondazione Scuola di Sanità Pubblica si occuperà di formare i nuovi medici nella fase che precede il loro inserimento negli ospedali, pubblicando entro il 15 ottobre 2019 un avviso rivolto ai medici non specializzati per ottenere le adesioni. Ci saranno gli immancabili esperti che storceranno il naso, se ci saranno ricorsi resisteremo in ogni sede. Se ci sono alternative concrete a quanto fatto dalla Regione, non le ho ancora viste. Ci saranno inevitabilmente quelli che la contesteranno - conclude Zaia - ma una cosa mettiamo al primo posto: non vogliamo tagliare né chiudere reparti. Non dimentichiamo che il Piano è legge e che, a suo tempo, il Governo non la impugnò, dando di conseguenza il suo benestare a tutto quanto indicato all'interno. Sono iniziative - ha aggiunto la Lanzarin - che abbiamo inserito anche nel documento che, su iniziativa del Presidente Zaia, il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, porrà all'attenzione della Conferenza dei Presidenti delle Regioni in una seduta monotematica.

Per le carenze nei pronti soccorso, la delibera regionale rende noto che dopo ben tre bandi di concorso per 192 posti risultano in graduatoria solo 22 specialisti e 24 specializzandi all'ultimo anno. "Lo stesso stiamo facendo nella discussione in atto sul futuro Patto Nazionale per la Salute, dove c'è un capitolo imponente proprio sulla formazione dei medici e sulle modalità di reclutamento".

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