Il ciclismo piange Felice Gimondi: aveva 76 anni FOTO

Rufina Vignone
Agosto 16, 2019

In totale Gimondi annovera ben 118 vittorie tra i professionisti. Prima di fare il ciclista professionista lavorò come aiutante di sua madre, che era postina.

Una delle immagini più belle che abbiamo negli occhi è quella del 2 agosto 1998, quando lui- presidente della Mercatone Uno Albacom - è salito sul podio del Tour de France per alzare il braccio del vincitore di quella edizione, il "suo" Marco Pantani, primo italiano a riconquistare la Grande Boucle dopo Felice. Gimondi non era semplicemente un campione del ciclismo, una vecchia gloria: era un simbolo dell'essere bergamaschi per il suo modo di vivere, asciutto, di poche parole ma di grande impegno e generosità.

Da Merckx ha patito molte sconfitte ma è stato l'unico a prenderlo sempre di petto. Ha vinto anche un Campionato del Mondo nel 1973. Gimondi, uno dei più grandi della storia del ciclismo, avrebbe accusato un malore mentre faceva un bagno nelle acque di Giardini Naxos, in provincia di Messina. Mentre fra quelli in linea ha vinto il campionato del mondo su strada, una Parigi-Roubaix, una Milano-Sanremo e due Giri di Lombardia. Non aveva vinto certo il più veloce ma il più fresco, l'atleta che aveva amministrato meglio dei rivali le pochissime energie rimaste, un capolavoro da autentico maratoneta del pedale. Per lui vittorie in tutte e tre le grandi corse a tappe ed un titolo mondiale, oltre ad un'infinità di vittorie in campo internazionale. Si presentò al Tour de France del 1965, vinse a sorpresa e solo l'indomani si dimise da postino, "perché al posto di lavoro ci tenevo" spiegò.

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