Il parroco della Terra dei Fuochi celebrerà i funerali di Nadia Toffa

Ausiliatrice Cristiano
Agosto 14, 2019

Sembrava che il peggio fosse passato sino a marzo, quando la conduttrice ha scoperto che il cancro era tornato, ma lei non si è mai scoraggiata, continuando a mostrarsi sorridente e forte, diventando così un vero punto di riferimento e di forza.

Matteo Salvini, Luigi Di Maio, Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Luigi De Magistris e poi Giulio Golia, Lorenzo Jovanotti, Fiorello, Barbara D'Urso e Alessandro Siani.

Nata a Brescia il 10 giugno 1979, dopo il debutto nell'emittenza locale Nadia Toffa era diventata inviata delle Iene nel 2009, segnalandosi per importanti inchieste sulle truffe ai danni del servizio sanitario nazionale, sulle slot machine, sullo smaltimento del traffico di rifiuti illegali in Campania, sull'Ilva di Taranto (che le ha conferito la cittadinanza onoraria), sull'infanzia violata. "Sei riuscita a perdonare tutti, anche il fato, e forse anche il mostro contro cui hai combattuto senza sosta: il cancro". È stato commovente il coraggio di Nadia, al punto che perfino la politica oggi scende in campo per ricordarla. L'ultimo post su Instagram risale allo scorso 1 luglio, dopo un periodo di assenza dai social, per lasciare un saluto ai suoi fan. Grazie per il bene che ci ha sempre voluto. "Tienitelo per te", "Tanto finirà presto all'obitorio", "Morirai prima del tuo cane", "Questa ad agosto non ci arriva", "Ma sei ancora viva con 'sto caldo?". Giornalista colta, preparata, corretta, libera, autonoma, coraggiosa, onesta. Chi l'ha conosciuta avverte oggi un senso di vuoto, di sgomento e di profonda amarezza per come la vita purtroppo non raramente assume il volto della tragedia.

Nadia Toffa, haters impassibili e spietati anche dinanzi alla morte. Si è battuta contro la sua terribile malattia con una forza d'animo fuori dal comune e con coraggio. Voglio anche ricordare il suo profondo amore per Napoli.

Nel dicembre 2017 le era stato diagnosticato un tumore e nelle ultime settimane le sue condizioni di salute si erano fatte sempre più critiche. Ti abbraccio con le mani verso il cielo. E poi quando venivi nel mio camerino ridendo, sempre ridendo, con quel cappello a falde larghe che dovevano nascondere anche se non te ne fregava niente di nascondere. E poi mille altre cose. E con la poesia che mi hai mandato qualche mese fa.

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