Argentina, nuovo incubo default: Macri sconfitto, crolla il peso (La Repubblica)

Bruno Cirelli
Agosto 14, 2019

Numeri alla mano, le primarie presidenziali in Argentina hanno segnato la sconfitta del presidente uscente Mauricio Macri, di origini calabresi, e il dominio del peronista Alberto Fernandez, in lizza con Cristina Fernandez de Kirchner, candidata alla vice presidenza alle prossime elezioni del 27 ottobre. Gli analisti hanno quindi sottolineato che se questo fosse stato il risultato ufficiale di ottobre, l'opposizione avrebbe conquistato la Casa Rosada presidenziale al primo turno, senza bisogno di ballottaggio. Il primo irreversibile verdetto offerto dalle primarie è che soltanto quattro 'ticket' presidenziali avendo superato almeno l'1,5% dei voti potranno sfidarsi nelle presidenziali del 27 ottobre. Si tratta dei due principali insieme a "Consenso federale" di Roberto Lavagna (8,61%) e il "Fronte di sinistra e dei lavoratori" di Nicolas del Cano (2,98%). Macri ha ammesso il "cattivo" risultato che, ha detto, "ci costringe a raddoppiare i nostri sforzi in modo che a ottobre avremo il sostegno necessario per continuare il cambiamento".

Subito dopo l'ufficializzazione dei risultati il peso argentino è crollato, arrivando a perdere più del 26% attestandosi a 56 contro il dollaro, con un calo del 26% rispetto alla chiusura della scorsa settimana. Con lui ha perso valore anche la Borsa di Buenos Aires: l'indice S&P Merval Index è arrivato a perdere il 48% in quello che è il secondo maggiore calo a livello mondiale negli ultimi 70 anni. Ieri è andata in scena una giornata da incubo per il paese sudamericano: crollo del 37% della Borsa (-48% se espresso in dollari), peso in picchiata e banca centrale che ha alzato i tassi al livello record del 74%. Fernandez ha ringraziato gli argentini per il loro sostegno. Il mercato è molto volatile, venerdì aveva chiuso in rialzo di oltre il 7%, ma ora scivola in profondo rosso.

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