Matteo Salvini apre la crisi di governo: sui social piovono gli insulti

Paterniano Del Favero
Agosto 10, 2019

"C'è una riforma a settembre, fondamentale, che riguarda il taglio definitivo di 345 parlamentari. E' una riforma epocale, tagliamo 345 poltrone e facciamo risparmiare agli italiani mezzo miliardo in 5 anni". Se riapriamo le Camere per la parlamentarizzazione, a questo punto cogliamo l'opportunità di anticipare anche il voto di questa riforma, votiamola subito e poi ridiamo la parola agli italiani. Noi non abbiamo paura. "Non spetta al ministro dell'Interno convocare le camere e decidere i tempi di una crisi politica in cui intervengono ben altri attori istituzionali".

Sul palco, parlando dei figli, si commuove - "Mi mancano..."

Ma proprio in simile apparente debolezza, risiede la loro potenza, la loro attitudine a rendersi stabile impostura. "Non era in spiaggia". Solo sei ore fa quindi. Un Conte-bis, per inciso, potrebbe nascere anche senza una maggioranza fissa: magari con un voto di fiducia iniziale che raccolga i consensi necessari, non quelli della Lega ovviamente, e che permetta all'avvocato del popolo o presunto tale di traghettare il paese alle urne. Non era in spiaggia.

Queste procedure dovranno svolgersi davanti i parlamentari, che sono i rappresentanti dei cittadini.

Chiaro non è pensabile un Governo che è in disaccordo su troppo, qualcuno deve tirare i remi in barca.

"Deputati e senatori alzino il c**o e vengano in Parlamento, anche la settimana di Ferragosto, se serve". Perché quello che è successo ieri è una fuga dalle responsabilità. Ci ha voluto far sapere che è lui che decide. Così Matteo Salvini in un comizio a Pescara.

Tra i litiganti al governo si inserisce segretario del Pd Nicola Zingaretti, che sui social ha commentato: "Siamo pronti alla sfida".

Una fuga perché è palese, ormai, come Salvini non voglia affrontare il problema della "finanziaria" con la quale, è altrettanto chiaro, non avrebbe potuto realizzare le promesse che ha sbandierato in questi mesi: taglio delle tasse, realizzazione delle grandi opere, investimenti miliardari ... e, contemporaneamente, evitare l'aumento dell'IVA. L'ennesima dimostrazione di quanto a Salvini non stia a cuore il Paese ma se stesso e il suo partito.

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Certamente l'accusa del Premier Conte a Salvini di "capitalizzare" il risultato suona male.

Una spaccatura che per Salvini ha evidenziato come "qualcosa si sia rotto" all'interno dei gialloverdi, con il leader della Lega che alla fine ha deciso di forzare la mano chiedendo ufficialmente il ritorno alle urne. E' come sedersi nudi su un nido di formiche.

A contrastarlo in campagna elettorale un Pd che al momento risulta diviso, l'ex alleato di governo, un M5S indebolito e fiaccato, e un partito di Berlusconi allo sbando. E meno livore verso chi ha successo. Sicuramente un'occasione sprecata e una certezza in più: l'Italia ha bisogno di lavoro, stabilità e di rispetto, reciproco.

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