Siria, Turchia annuncia operazione militare contro i curdi

Bruno Cirelli
Agosto 9, 2019

"Era necessario intervenire a est dell'Eufrate e ora interverremo insieme agli americani", ha dichiarato il presidente turco. Ma l'ipotesi è nel pantano dei negoziati in corso.

La Turchia e gli Stati Uniti hanno concordato di intraprendere azioni congiunte per creare una zona di sicurezza nel nord della Siria a est dell'Eufrate.

Dice Erdoğan: "È la massima priorità del nostro Paese: drenare la palude del terrore nel nord della Siria".

Per gli Stati Uniti, alleati delle Forze democratiche siriane (capeggiate dalle milizie curde), l'opzione ragionevole è quella di una zona sicura, controllata sia da turchi che da americani.

Nel documento si evidenzia che questo accordo ha messo in luce la chiara associazione americano-turca nell'aggressione contro la Siria, che favorisce l'occupante israeliano e le ambizioni espansionistiche della Turchia, e rivela anche inequivocabilmente la disinformazione e l'inganno che governano le politiche del regime turco. L'obiettivo di Ankara è in ogni caso quello di allontanare dalla frontiera i militanti curdi delle Unità di protezione dei popoli (Ypg), che essa considera un'organizzazione terroristica. Ma con l'aiuto della SDF gli Stati Uniti hanno riconquistato al sedicente Stato islamico gran parte della Siria nord-orientale.

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