Di Maio: "Nel decreto sui rider non c'è il cottimo"

Paterniano Del Favero
Agosto 7, 2019

Qualcuno ha preso i libri per la scuola dei figli. "Nel giro di qualche giorno mi hanno fatto sapere che il mio stipendio da vice-caposegreteria sarebbe stato dimezzato per contenere le spese". Questo - vi dico la verità - riempie il cuore. Ovvero un impatto molto diseguale a livello geografico, forse addirittura opposto a quello desiderato, visto che ad averne beneficiato è stato solo il Centro-Nord, mentre nel Mezzogiorno, serbatoio fenomenale di voti per i pentastellati, i posti a tempo indeterminato hanno al contrario accelerato il proprio calo. La vicenda della Tav risulta da questo punto di vista particolarmente emblematica, anche per il valore simbolico che essa assume per i grillini.

Era stata la prima categoria che il vicepremier e ministro dello Sviluppo e del Lavoro, Luigi Di Maio, aveva incontrato dopo l'insediamento del governo.

A contestare apertamente Di Maio sono ormai anche i rider, soggetti sociali la cui battaglia Di Maio s'era rumorosamente intestata.

"È iniziato tutto dopo la mia intervista al 'Fatto' del 19 giugno, in cui auspicavo unità nel Movimento e sostenevo che Di Maio e Di Battista non sono alternativi, ma complementari".

Appare sempre più evidente come la solidità di questo Governo dipenda dalla volontà del leader leghista, il quale è forte dei risultati elettorali e dei consensi che i sondaggi (e non solo) gli attribuiscono ed è deciso a portare avanti il suo progetto sull'Italia sia esso condiviso dal Movimento 5 Stelle o meno. Tutto il resto non ci interessa.

Il 28% di chi riceve il cibo a casa richiama - conclude Coldiretti - l'esigenza di una maggiore sicurezza dei prodotti durante il loro trasporto garantendo adeguati standard igienici, evitando ogni contaminazione e preservando la qualità del cibo, ma c'è anche un 25,3% che chiede alle piattaforme web di promuovere anche la qualità dei prodotti e degli ingredienti che propongono nei loro menù di vendita, e un altro 17,7% vorrebbe migliorare anche l'utilizzo di prodotti tipici e di fornitori locali.

Insomma, "noi continuiamo a lavorare sodo. E ogni santo giorno che il Signore ci regala, noi lo sfruttiamo per dare il meglio di noi stessi".

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