Senato, con 160 sì, il decreto sicurezza bis è legge

Barsaba Taglieri
Agosto 6, 2019

Roma, 05 ago 16:54 - (Agenzia Nova) - Il governo pone la questione di fiducia sul decreto Sicurezza bis la cui discussione è in corso al Senato.

Il Senato ha votato la fiducia posta dal Governo con 160 voti favorevoli, 57 voti contrari e 21 astenuti. "Lì o ci sono i si o ci sono i no. Non esistono i forse" aveva detto il vicepremier e Ministro dell'Interno, Matteo Salvini nel corso dell'inaugurazione del nuovo hub ferroviario di Rogoredo a Milano.

"Il Decreto Sicurezza Bis - scrive sui social Salvini - più poteri alle forze dell'ordine, più controlli ai confini, più uomini per arrestare mafiosi e camorristi, è legge". Ma il leader leghista, che ringrazia anche la "beata vergine Maria", non depone le armi: sposta lo scontro sul terreno della Tav e della mozione M5s per il no che sarà votata mercoledì.

Ottenuto l'ok al senato, l'ultimo passaggio è la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale. Basterebbero i dissidenti del M5S per andare sotto anche se in soccorso del governo potrebbero arrivare i voti dei tre senatori della Sudtiroler Volkspartei, i due del Maie, il movimento degli eletti all' estero e quello dei due senatori espulsi dal M5S, Maurizio Buccarella e Carlo Martelli, del gruppo misto.

L'esponente di LeU preferisce dunque rivolgersi direttamente alla sinistra M5S, bypassando il capo politico: "Faccio, invece, un appello ai senatori e alle senatrici del M5S: opponetevi al Decreto Sicurezza bis".

Bene. Ho fatto i calcoli che inevitabilmente sono anche sulla pelle delle persone, ma, considerando che siamo riusciti a depotenziarlo molto e a migliorarlo alla Camera dei deputati, in definitiva non si tratta dell'Anticristo dei decreti, ma di una manifestazione di forza del nostro contraente, la Lega, con la quale - vi dico la semplice verità - non possiamo permetterci di dividerci e dobbiamo essere compatti. Per la Lega non erano presenti Umberto Bossi (sempre per ragioni di salute) e Massimo Candura per motivi personali.

"Grazie agli schiavi Cinque stelle l'Italia è più insicura", dichiara Nicola Zingaretti, sottolineando che alla fine i ribelli pentastellati non affondano il colpo. Avevamo chiesto il contratto per i lavoratori delle forze dell'ordine, presidi nei quartieri a rischio, rilancio e risorse dei patti della sicurezza con i sindaci, investimenti per il recupero delle periferie. Il decreto è legge e come previsto i numeri non sono un problema. "Un passo alla volta state trasformando il tempio della democrazia in quell'aula sorda e grigia, in quel bivacco di manipoli evocato in un periodo di cui alcuni, anche qui dentro, provano nostalgia" ha concluso l'ex Presidente del Senato con un'allusione, neanche troppo velata, al Fascismo. Ma niente. Di tutto questo non c'è nulla, così come non c'è nulla sulla lotta alle mafie, nemmeno l'ombra.

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