Scuola, torna l'educazione civica a scuola. Ieri il placet del Senato

Barsaba Taglieri
Agosto 5, 2019

L'Aula del Senato ha approvato il disegno di legge per il ritorno dell'educazione civica a scuola.

L'insegnamento dell'educazione civica sarà relegato a insegnanti specifici e inseriti all'interno dell'organico dell'autonomia.

L'introduzione dell'educazione civica avverrà a decorrere dal 1° settembre del 2019, ovvero con l'inizio dell'anno scolastico 2019/2020.

Sono previste inoltre 33 ore annue di insegnamento della materia, valutate alla fine dell'anno tramite il voto in pagella.

L'educazione civica per definizione è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, del modus operandi di uno Stato e del ruolo dei cittadini nella collettività. La legge è composta di 12 articoli e nasce dal testo unificato uscito dalla commissione Cultura della Camera. Sempre al Papeete Beach, qualche minuto dopo, nel corso di un'intervista a Sky, lo stesso Matteo Salvini ha utilizzato il termine "zingaraccia" per definire una donna rom che, nei giorni scorsi, aveva detto che il leader della Lega "dovrebbe avere un proiettile in testa". Il provvedimento, approvato anche dalla Camera, ora è legge. Un traguardo necessario per le giovani generazioni perché sono i valori indicati nella Costituzione a tenere unito il nostro Paese.

Soddisfazione da parte del ministro dell'Istruzione Marco Bussetti che, su Facebook, ha commentato positivamente il via libera alla norma. Dal prossimo anno, infatti, non sarà introdotto l'insegnamento e neppure ci sarà un docente dedicato e neanche aumenterà il monte ore. "Il compito della scuola - ha aggiunto il ministro - è di educare alla cittadinanza attiva, al rispetto delle regole, all'accoglienza e all'inclusione, valori alla base di ogni democrazia".

Si prevede la possibilità di promuovere attività per sostenere l'avvicinamento degli studenti al mondo del lavoro. I requisiti per partecipare sono gli stessi del Pas, ma l'esperienza di 36 mesi dovrà essere stata effettuata nelle scuole statali (escluse quindi paritarie e private).

I comuni, poi, possono promuovere ulteriori iniziative in collaborazione con le scuole, con particolare riguardo alla conoscenza del funzionamento delle amministrazioni locali e dei loro organi, alla conoscenza storica del territorio e alla fruizione stabile di spazi verdi e spazi culturali.

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