Attacco hacker a Capital One, anche Unicredit tra le società coinvolte?

Paterniano Del Favero
Agosto 3, 2019

Ieri Capital One Financial ha dichiarato che 106 milioni di persone che avevano fatto richiesta per carte di credito negli Usa e in Canada hanno visto i propri dati resi pubblici.

L'azienda ha infatti affermato di non aver trovato prove di violazione, sottolineando come i dati dei propri clienti non siano stati salvati sui server Amazon hackerati.

Secondo la banca, l'hackeraggio è stato rilevato il 19 luglio, precisando che l'hacker, apparentemente già arrestata, è riuscita a "sfruttare" una "vulnerabilità di configurazione" nella strutture informatiche dell'azienda. Il presidente di Capital One, Richard Fairbank, si è scusato dicendosi "grato che la responsabile sia stata catturata", ma "profondamente dispiaciuto per quanto è accaduto".

Lunedì 29 luglio gli agenti federali statunitensi hanno preso in custodia Paige Thompson, ingegnere informatico di Seattle impiegata come contractor.

Tali dati, scrive www.key4biz.it, includevano circa 140.000 numeri di previdenza sociale e circa 80.000 numeri di conti bancari su consumatori statunitensi e circa 1 milione di numeri di previdenza sociale (SIN) per clienti di carte di credito canadesi.

Capital One ha dichiarato di aspettarsi costi per sanare l'incidente compresi tra 100 e 150 milioni. "UniCredit ha contattato le autorità interessate e sta effettuando tutti gli approfondimenti necessari", si legge in uno statement della banca.

Dopo aver condotto un'indagine interna, UniCredit ha rivelato che non sussisterebbe alcuna prova del suo coinvolgimento nella violazione dei dati di Capital One. "La sicurezza e la privacy dei dati sono le nostre priorità fondamentali in ogni momento".

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