Vimercate, primario denuncia: "Bambina di 10 anni positiva a cocaina"

Barsaba Taglieri
Agosto 2, 2019

La bambina è arrivata in ospedale accompagnata dai genitori al culmine di una crisi di nervi. Eppure la bambina, senza che nessuno a casa o a scuola se ne accorgesse, era caduta nella "trappola" della droga.

La bambina, che frequenta la quinta elementare, proviene da una famiglia "normale": i genitori non hanno problemi di tossicodipendenza. Cosi' i soldi della paghetta li ha messi in mano a uno spacciatore senza scrupoli che giorno dopo giorno l'ha circuita e iniziata alla droga. Un uso ancora sporadico, che però aveva già iniziato a lasciare segni.

A riportare la vicenda "Quotidiano Nazionale". "Esiste - aggiunge - una crescita esponenziale, specie negli ultimi due anni, da quando sono stati aperti i negozi di cannabis light, che ha coinvolto bambini in tenera età e originato adolescenti spacciatori, per la facilità con cui reperivano in questi negozi la cannabis light".

La vicenda risale al mese di maggio scorso, ma è venuta a galla solo ora: la ragazzina, dopo essere rimasta al nosocomio per qualche tempo, è stata trasferita in una struttura protetta di Besana Brianza che si occupa di disturbi psichiatrici dell'adolescenza.

A incidere sulla situazione, come suggerisce il primario, è anche la crisi dell'autorità e dei valori a cui assistiamo: "Non ci sono regole, ci sono meno controlli". Il percorso, lungo, è cominciato. Coinvolge anche la famiglia. "Per gli specialisti un lavoro carsico: "Non giudichiamo nessuno, cerchiamo solo di aiutare tutti a riannodare i fili di una trama lacerata". "Un caso limite, che ci fa capire quale sia la tendenza di oggi e quale emergenza dovremo affrontare in futuro".

Una storia terribile di tossicodipendenza dalla cocaina c'era dietro ai voti negativi a scuola, a quello sguardo vuoto e a quella rabbia che scoppiava senza apparente motivo.

"L'abuso di stupefacenti e di superalcolici per quanto in aumento non basta a giustificare tutto questo".

Nell'intervista di Qn, il medico denuncia: "Manca un sistema di valori da rielaborare per evolvere, ma che è un insostituibile punto di partenza". Ha studiato presso l'Università statale di Milano.

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