Intesa Sanpaolo: il private banking non delude

Paterniano Del Favero
Agosto 1, 2019

Le commissioni nette sono pari a 1,99 miliardi di euro (+5,5%). Il risultato della gestione operativa nel semestre è pari a 4,596 miliardi contro i 4,801 dei primi sei mesi del 2018 e anche i proventi operativi passano da 9,420 miliardi agli attuali 9,066 miliardi.

Intesa Sanpaolo ha reso noti i conti del primo semestre e del secondo trimestre del 2019. Sul fronte della solidità patrimoniale alla fine di giugno il Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime si attesta al 13,9% e il Cet 1 ratio secondo i criteri transitori in vigore per il 2019 al 13,6%, rispetto a un requisito Srep da rispettare nel 2019 rispettivamente del 9,36% e dell'8,96%. Nel dettaglio, i dati dei primi sei mesi dell'anno mostrano come i proventi operativi netti sono stati 962 milioni (+1,2% rispetto a 951 milioni del primo semestre 2018), i costi operativi 288 milioni, registrando un +3,2% rispetto a 279 milioni del primo semestre 2018, il risultato della gestione operativa +0,3% (674 milioni) e il cost/income ratio si è fissato al 29,9% rispetto al 29,3% del 2018.

Sempre sotto il profilo della redditività, si segnala anche un risultato della gestione operativa del secondo trimestre 2019 in crescita del 10,3%, a 2.411 milioni di euro, rispetto ai 2.185 milioni dei primi tre mesi dell'anno.

Ma cosa quali sono le prospettive del gruppo? Quanto alla qualità degli asset, Messina ha sottolineato che "dopo 15 trimestri consecutivi di calo dal picco del 2015, lo stock dei crediti deteriorati e stato ridotto di 33 miliardi, al livello più basso dal 2009". Le commissioni nette sono pari a 3,87 miliardi, in diminuzione del 4,1%.

"Siamo particolarmente soddisfatti del primo semestre 2019: in un contesto più competitivo del previsto, Intesa Sanpaolo conferma la capacità di raggiungere risultati importanti, in linea con l'obiettivo di utile netto superiore a quello del 2018" dichiara Carlo Messina, Consigliere delegato di Intesa Sanpaolo. Lo rende noto il gruppo evidenziando che i risultati sono in "linea con gli obiettivi" e che per il 2019 è atteso un "aumento del risultato netto rispetto al 2018". I costi operativi ammontano a 4,470 miliardi (-3,2%), a seguito di una diminuzione del 2,6% per le spese del personale e del 6,2% per le spese amministrative e di un aumento dello 0,2% per gli ammortamenti. Escludendo gli oneri relativi ai contributi versati a supporto del sistema bancario, l'utile netto si attesta a 2,5 miliardi di euro. "Confermiamo, allo stesso tempo, un pay out ratio dell'80% e siamo pertanto in linea con l'impegno di premiare i nostri azionisti con un significativo dividendo".

Intanto Intesa Sanpaolo e Prelios hanno firmato oggi un accordo vincolante per costituire una partnership strategica riguardante i crediti classificati come inadempienze probabili (UTP - Unlikely To Pay). L'accordo, che si aggiunge alla partnership sui crediti in sofferenza siglata con Intrum nel 2018, prevede un contratto di durata decennale per il servicing di crediti Utp del segmento Corporate e Sme di Intesa Sanpaolo da parte di Prelios, con un portafoglio iniziale di circa 6,7 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore, a condizioni di mercato.

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