Bomba contro bus in Afghanistan, bilancio drammatico

Bruno Cirelli
Agosto 1, 2019

Secondo quanto riferito da Muhibullah Muhib, portavoce della polizia provinciale, un pullman, "carico di passeggeri" ha urtato contro una mina sulla strada di collegamento con il sud del Paese.

Almeno 34 persone, tra cui donne e bambini, sono morte e altre 17 sono rimaste ferite stamattina per lo scoppio di una bomba sul ciglio della strada al passaggio di un autobus nella provincia occidentale afgana di Farah. L'attentato è stato effettuato dai talebani, come riportano le fonti locali. "Civili vittime di mine o di ordigni esplosivi costruiti dagli insorti o che vengono uccisi durante bombardamenti, attacchi con droni e sparatorie". Anche Barakzai ha confermato che si è trattato di un ordigno piazzato dai talebani che in realtà avrebbero avuto come obiettivo le forze di sicurezza afghane e quelle della coalizione straniera che dovevano transitare in quel tratto di autostrada.

La strage giunge all'indomani di un rapporto della Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama) che ha definito "scioccante e inaccettabile" il prezzo pagato dai civili che continuano a essere uccisi e feriti nella guerra in Afghanistan, nonostante gli sforzi per porre fine a questo conflitto che dura ormai da quasi 18 anni. Tutte le vittime erano civili. Ma si entra nei dettagli della prima metà del 2019 le cifre sono estremamente gravi. La notizia è stata confermata anche dal portavoce del governatore di Farah, Farooq Barazkai, il quale ha precisato che il numero delle vittime potrebbe aumentare nelle prossime ore, anche a causa della gravità di alcuni feriti.

Il colonnello Sonny Leggett, portavoce delle forze statunitensi in Afghanistan, rigetta le conclusioni del rapporto Onu e assicura che gli Stati Uniti stanno facendo il possibile per evitare vittime civili.

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