La Giornata internazionale della tigre

Bruno Cirelli
Luglio 31, 2019

La popolazione delle tigri ha subito un calo del 97% rispetto a 100 anni fa e la causa principale di questo lento e inarrestabile declino è il bracconaggio: secondo gli studi effettuati dal WWF, le tigri sono preda dei cacciatori per diversi motivi e non solo per l'utilizzo di alcune loro parti per il mercato illegale come si potrebbe pensare.

- ROMA - il prossimo 29 luglio si celebra in tutto il mondo la giornata in difesa della tigre.

Le tigri fanno parte della Lista rossa IUCN e anche della Lista rossa della Russia. Ma la battaglia per la salvezza della tigre è ancora lunga: il commercio illegale di specie selvatiche, afferma il Wwf, produce infatti un business che può arrivare a circa 23 miliardi di dollari l'anno, e dal 2014 al 2016 i crimini di natura hanno avuto una crescita del 26%. Da quando sono state introdotte leggi più severe e maggiore consapevolezza che la loro sopravvivenza genera economia turistica per le popolazioni locali, in Nepal, dal 2013 a oggi, la popolazione delle tigri è aumentata del 19%. Il commercio di questa specie si lega anche a tradizioni popolari, come i medicinali che se ne ricavano in numerosi paesi asiatici. Solo in pochi Paesi, sottolinea il Wwf, "esistono dei reali sforzi per frenare il bracconaggio".

Negli ultimi anni, per combattere la piaga del bracconaggio in queste aree, sono nate iniziative lodevoli, come SMART (Spatial Monitoring and Reporting Tool): una combinazione di software, strumenti per la formazione e protocolli per il pattugliamento del territorio, sviluppati da alcune organizzazioni impegnate nella conservazione, e finalizzati a supportare biologi e guardie nel monitoraggio degli animali, nell'identificazione delle minacce e nell'aumento dell'efficienza dei controlli anti-bracconaggio. Con alti guadagni: una tigre sul mercato illegale può valere fino a 150mila dollari. Nel 2010 l'associazione, in accordo con i governi dei tigers landscapes, ha lanciato un'ambiziosa sfida: raddoppiare il numero di tigri entro il 2022 (Progetto Tx2), arrivando a 6mila esemplari. Una sfida "difficilissima, che comporta forti investimenti economici, impegno congiunto ma soprattutto - conclude l'organizzazione - la volontà politica dei Paesi che ospitano le ultime preziosissime tigri del Pianeta".

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