Il senatore leghista Siri indagato per autoriciclaggio

Bruno Cirelli
Luglio 31, 2019

Nuovi guai giudiziari per l'ex sottosegretario Armando Siri, leghista, già coinvolto in inchieste a Roma e Milano. Nei giorni scorsi, la Guardia di Finanza ha effettuato perquisizioni in relazione al secondo mutuo presso la TF Holding srl e presso persone e società, anche a Verona, coinvolte nell'operazione.

Al centro dell'inchiesta ci sarebbe la concessione di due mutui ritenuti "anomali" concessi dalla Banca Agricola di San Marino. Le presunte anomalie "più gravi della pratica di Siri riguardano documenti decisivi che risultano 'alterati', 'cancellati', 'omessi' o 'tenuti nascosti': atti ricostruiti dagli inquirenti dopo uno scontro con la banca per sbloccare il sistema informatico", secondo fonti di stampa. Ne danno notizia congiuntamente i deputati Massimo Ungaro e Silvia Fregolent, depositando un'interrogazione in commissione sulla vicenda riportata dal settimanale l'Espresso circa il prestito concesso al Senatore Armando Siri, allora Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dalla Banca Agricola e Commerciale di San Marino. Carte da sommare a quelle ottenute dai recenti sequestri operati dalla Guardia di finanza due giorni. I pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta hanno inoltre inviato al Senato una richiesta di autorizzazione al sequestro di un computer trovato nella disponibilità di Perini ma che il capo segreteria ha detto essere di Siri. Con parte del primo mutuo (585 mila euro) il senatore ha acquistato una palazzina a Bresso, operazione che risulta intermediata dall'agenzia immobiliare a Bresso di Policarpo Perini, padre di Marco Luca Perini. La procura ha anche ascoltato alcune persone.

Nella serata di mercoledì è arrivata la nota del legale del parlamentare della Lega: "Il mutuo concesso al senatore Siri nell'ottobre 2018 per l'acquisto di un edificio a Bresso è del tutto regolare", ha detto l'avvocato. "La regolarità del mutuo - ha poi ricordato - è stata, d'altronde, rappresentata dal diretto interessato già a maggio alla procura della Repubblica di Roma, consegnando ai magistrati tutta la documentazione in possesso, in totale trasparenza e dimostrando da subito la massima collaborazione con l'autorità giudiziaria". Denaro che Siri, che aveva appena ottenuto un prestito da 750mila euro dall'istituto sammarinese, ha versato alla figlia "a titolo di liberalità" insieme al necessario per pagare le tasse e coprire tutte le spese.

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