Divieto di balneazione a Rimini: in acqua escherichia coli e enterococchi

Barsaba Taglieri
Luglio 31, 2019

I parametri dell'escherichia coli e dell'enterococco sono stati superati, come emerge dai controlli dell'Arpa.

Il divieto di balneazione a Rimini, Riccione e Cattolica è scattato oggi, 30 luglio 2019.

Divieto di balneazione temporanea nella Riviera Romagnola a causa dello sforamento dei parametri di legge di batteri escherichia coli ed enterococchi. I marinai di salvataggio, infatti, hanno issato la bandiera bianca e rossa, simbolo di divieto di balneazione temporanea.

Oltre ai 13 punti del litorale riminese, il divieto riguarda anche due zone a Lido di Volano (Ferrara), uno a Savignano, uno a Cesenatico e uno San Mauro, nella provincia di Forlì-Cesena.

"Una prima lettura delle analisi a 24 ore dall'allestimento ha permesso di evidenziare in data odierna il superamento dei limiti normativi in 18 acque di balneazione", hanno spiegato gli esperti Arpae.

Una causa dell'inquinamento delle acque con i batteri potrebbe essere l'apertura delle fogne in mare, a seguito delle importanti piogge di domenica 28 luglio.

Nel fine settimana appena trascorso, caratterizzato da violenti temporali, non sono inoltre stati aperti l'impianto del depuratore, nè gli impianti di sollevamento casella e di via Castrocarto che avrebbero potuto produrre valori difformi per la balneazione nel Rio Marano. "Se avessero aspettato, con la possibilità di deroga che hanno, non ci sarebbe stato nessun divieto". Il primo allarme è stato dovuto ai risultati dei campionamenti effettuati lunedì mattina, i cui risultati hanno fatto emergere la criticità della qualità delle acque di balneazione.

Una mera questione "burocratica", secondo i titolari degli stabilimenti balneari.

"Fra due anni saremo l'unica località turistica al mondo senza scarichi in mare. Il nostro lavoro è stato riconosciuto dall'Unesco". È giornalista professionista dal 2016.

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