Crisi o rimpasto? È sfida tra Conte e Salvini

Paterniano Del Favero
Luglio 22, 2019

Dopo una giornata di attacchi reciproci sia Di Maio che Salvini, in serata, hanno usato toni più concilianti. "Parliamo e andiamo avanti", rilancia Di Maio gettando acqua sul fuoco delle polemiche. "O la facciamo insieme o la Lega la farà da sola".

I rapporti con Conte e Di Maio sono ai minimi termini, i contatti con i due ormai vicini allo zero, gli incontri chiarificatori restano solo annunci. Attacca il Pd: "Non vorremmo che ci si trovasse di fronte a un nuovo inciucio o a un governicchio o magari a un rimpasto. Prepariamo l'alternativa", dice il segretario Nicola Zingaretti.

"Noi stiamo lavorando ai progetti e alle cose da fare, non alle poltrone", assicura Salvini. Per il motivo a cui si accennava sopra: perché far saltare il tavolo del governo in nome dell'autonomia significa da un lato perdere inevitabilmente quote significative di consenso al sud, dall'altro significa avallare l'idea di una lega a baricentro settentrionale. "Ieri Toninelli che blocca la Gronda di Genova, oggi Trenta che propone di mettere in mare altre navi della Marina, rischiando di attrarre nuove partenze e affari per gli scafisti". Il mio pensiero in questo momento va al governo del Paese, a governare con amore questo Paese, portare avanti questo governo. Il tutto nel giro di due ore, nel venerdì che, come promesso, Salvini ha dedicato ai figli, mancando il Cdm delle 12 e poi il vertice sulle autonomie regionali differenziate.

Un riassetto, dunque, una rivoluzione che Di Maio sta "descrivendo con alcuni video tutorial e che sarà sintetizzata nei documenti politici che saranno sottoposti al voto". C'è una pressione fortissima da parte dei dirigenti locali per tornare al voto, ma c'è stato anche un confronto vivacissimo, per usare un eufemismo, tra Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini, sullo stesso tema. Ma il concetto di cittadino-Stato, per Di Maio, è quello di chi "diventa un unico corpo contro un sistema". "Io non vedo l'ora di espellere questa viziata comunista tedesca e rimandarla a casa sua". Sentimento condiviso da Luigi Di Maio, che ha accusato il Carroccio di aver "colpito alle spalle" il Movimento con offese e falsità senza precedenti invitandolo a trarre le conclusioni se vuole la rottura (Corriere). Poi sulla questione dei presunti fondi russi e la Lega: "Se avessi sospetti su Salvini non sarei al governo". Infine sulla legge di Bilancio, "facciamola con il salario minimo e la riduzione del cuneo".

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