Caso Autonomia, Zaia e Fontana: "Non firmiamo farsa"

Paterniano Del Favero
Luglio 21, 2019

E di conseguenza "l'autonomia fa bene anche al Sud, a quella foresta di cittadini che cresce a vista d'occhio, che vorrebbe responsabilità ed efficienza ma non ha voce".

Anche "il lavoro istruttorio sin qui svolto - spiega il presidente del Consiglio - è stato molto faticoso". Come pure ci stanno a cuore la sorte dei restanti 45 milioni di cittadini italiani.

Nel merito, il premier rimarca che "per me l'autonomia non è una bandiera regionale da sventolare, ma una riforma che farà bene a voi e all'Italia intera". A indignarlo è stato soprattutto il fatto che Conte nella sua lettera si sia rivolto solo a lombardi e veneti: "Ho letto sul Corriere la lettera agli 'italiani del nord' (e solo a loro!), con cui il premier Conte si dice pronto a portare nel prossimo Consiglio dei ministri il testo della riforma sull'autonomia differenziata". Ma ora "manca ancora poco e poi saremo pronti per portare in Cdm la bozza finale".

I governatori di Lombardia e Veneto tornano ad attaccare il premier Conte dopo i duri commenti di venerdì sera in seguito al no all'assunzione diretta dei docenti su base regionale. Se il governo non accoglierà, per intero, tutte le richieste e non potrà trasferire, in blocco, tutte le materie, "non sarà per insensibilità nei Vostri confronti", precisa il premier, ma "per la convinzione che, piuttosto che declamare - a esclusivo uso politico e mediatico - una cattiva riforma sicuramente destinata a cadere sotto la scure della Corte costituzionale, è preferibile realizzare un progetto ben costruito".

"Se il confronto civile terrà il luogo degli insulti più recenti, mi dichiaro sin d'ora disponibile a incontrare i vostri governatori, per considerazione nei confronti" dei cittadini di Lombardia e Veneto, "anche prima di portare la bozza finale in Consiglio dei ministri, in modo da poterli tenere compiutamente aggiornati". Chi afferma il contrario, o non conosce la Carta, o vuole evidentemente modificarne il testo vigente: sarebbe bene pertanto che presentasse un disegno di legge costituzionale per modificare di nuovo il titolo quinto. Mi piacerebbe portare questa bozza e metterla in votazione già alla prossima riunione del Consiglio dei ministri. Invito tutti a considerare che un progetto riformatore così rilevante e articolato non può essere valutato sulla base dell'anticipazione di qualche singolo suo aspetto. Presidente Conte, Lei ha l'opportunità di scrivere una pagina di storia di questa Repubblica.

Se l'intento delle parole di Conte era quello di calmare le acque con le amministrazioni regionali di Lombardia e Veneto, non si può dire che l'obiettivo sia stato esattamente centrato.

"Vogliamo una autonomia vera, non un pannicello caldo che produrrebbe ulteriori guai - si legge nella lettera -".

"Abbiamo spiegato - scrivono - come l'essenza del percorso dell'autonomia preveda che i risparmi prodotti per effetto della virtuosità dell'amministratore debbano restare sul territorio". "L'autonomia è una sfida soprattutto per noi stessi e per le istituzioni che siamo chiamati a governare, Signor Presidente - hanno sottolineato Fontana e Zaia -". I due governatori rassicurano anche chi teme che queste proposte riportino alla luce vecchi slogan cari alla Lega: "Nessuno vuole aggredire l'unita' nazionale, nessuno vuole secessioni".

"Al presidente del Consiglio deve essere chiaro che noi non firmeremo un accordo senza qualità come quello per ora che si sta profilando" scrivo Attilio Fontana e Luca Zaia in risposta alla lettera aperta di Conte. Giuseppe Conte, a destra, e Matteo Salvini.

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci chiedera' ufficialmente, in una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la convocazione di un "tavolo nazionale" sull'autonomia differenziata.

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