100 mila euro di multa a TripAdvisor. Federalberghi: stop a recensioni anonime

Paterniano Del Favero
Luglio 21, 2019

Come riportano i media italiani, la decisione è stata presa dal Consiglio di Stato (organo di giurisdizione amministrativa) in seguito ad una vicenda portata alla luce nel 2014 dall'Antitrust.

All'epoca dei fatti, il Garante della Concorrenza e Mercato si era focalizzato sulla "diffusione di informazioni ingannevoli sulle fonti delle recensioni" da parte di Tripadvisor, che dal suo canto aveva fatto credere che tutte le recensioni pubblicate fossero frutto di reali esperienze di soggiorno, cosa che come dimostrato dalle associazioni di categoria non corrispondeva al vero. Per questo lo scorso 15 luglio il Consiglio di Stato ha deciso di infliggere al sito che confronta hotel e alberghi sulla base delle indicazioni dei clienti una sanzione da 100mila euro.

Il Consiglio di Stato ha multato, dopo una battaglia lunga cinque anni, Tripadvisor per un totale di 100 mila Euro in quanto non riuscirebbe a garantire che le recensioni scritte dagli utenti siano "vere ed autentiche".

Adesso il Consiglio di Stato ha dato nuovamente ragione all'Antitrust (sentenza numero 04976), pur riducendo la sanzione da 500mila a 100mila euro, sottolineando che le campagne di comunicazione influenzano "i consumatori sin dal primo contatto ingenerando il falso convincimento dell'affidabilità delle recensioni pubblicate".

"4 persone su 5 dichiarano di sentirsi più sicure nella fase decisionale di prenotazione". Com'è facile intuire si tratta di dichiarazioni atte a convincere gli utenti della bontà del proprio servizio, che però secondo l'Antitrust non tengono conto del fenomeno delle false recensioni, né delle difficoltà che Tripadvisor quotidianamente incontra nel tentativo di debellare il fenomeno.

Foley ha aggiunto: "Grazie al limite minimo di parole necessarie per scrivere una recensione e alle foto dei recensori, i viaggiatori hanno la possibilità di condividere le loro esperienze e i loro racconti con altri viaggiatori, rendendo le nostre recensioni una vera e propria guida durante la fase di pianificazione dei viaggi". Niente nella sentenza indebolisce questo fatto. Ognuno dev'essere libero di esprimere la propria opinione. Successivamente è arrivata l'ultima sentenza, che ripristinava la multa, a causa di alcune frasi inserite nel sito, che facevano pensare alle recensioni come strumento affidabile di giudizio. I viaggiatori della community di TriAdvisor hanno scritto milioni di recensioni sulle loro vacanze migliori e peggiori che ti aiuteranno a decidere cosa fare. Il portale è intervenuto anche sulla questione della lotta contro le recensioni false: "investiamo una ingente quantità di risorse e persone per proteggere il sito da recensioni non autentiche" ha affermato "e il nostro team è molto efficace nell'individuare i tentativi di frode".

Per quanto riguarda l'anonimato delle recensioni, lo permettiamo sul sito perché riteniamo sia importante rispettare il diritto alla privacy dei nostri membri. "Le recensioni sono rilevanti e la fiducia è alta secondo 23.000 rispondenti da 12 mercati", scrive l'azienda.

Per Tripadvisor il pronunciamento rappresenta una vittoria.

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