M5S, pur di colpirci Lega si è condannata a irrilevanza in Ue

Bruno Cirelli
Luglio 19, 2019

I 5 Stelle respingono gli attacchi e in un post su Facebook dal titolo "la verità sulla von der Leyen, votata anche dai sovranisti" scrivono: "Dovete sapere che c'era un accordo". Le tensioni tra Lega e M5S montate nel corso della settimana sul voto a Von der Leyen e sul caso-Russia sono salite ieri a livelli mai registrati, con Matteo Salvini e Luigi Di Maio pronti alla rottura dell'alleanza (Repubblica). "Noi siamo gli ultimi ad essere attaccati alla poltrona, se ci dovessimo rendere conto che non si riesce a lavorare perché l'autonomia è ferma, le infrastrutture sono ferme, la riforma della giustizia, la flat tax. o le cose si fanno o non mi costringe il medico a fare il ministro". Contenti loro, contenti tutti!

La Plenaria condanna i "feroci atti di repressione e violenza che hanno causato morti e feriti" e "sottolinea, conformemente alla relazione dell'Alto commissario per i diritti umani dell'Onu, Michelle Bachelet, la diretta responsabilità di Nicolas Maduro, come pure delle forze armate e di intelligence al servizio del suo regime illegittimo, in relazione all'uso indiscriminato della violenza". Avete capito bene: il vice presidente della Commissione vorrebbero fosse un leghista. Ma a questo punto, se questi sono i brutti e cattivi, lo sono sempre. "Abbiano coerenza almeno in questo". Ma non ditelo a Salvini. Del resto la designazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio viene ormai considerata una 'mission impossible' in ambienti di governo. Ma dopo "l'inspiegabile atteggiamento del loro voto su Ursula von der Leyen sarà difficile ottenere il via libera della Commissione e dal Parlamento europeo". Salvini risponde poi nalle voci che lo vorrebbero in riavvicinamento con Berlusconi: "Non ho nostalgia per il passato, ringrazio Berlusconi e Putin che confermano il fatto che non abbiamo preso soldi dalla Russia, io guardo al futuro, ma se il presente è costellato di no e insulti è difficile lavorare così". "Quindi avanti con la reazione isterica, che altro non è - per chi sa leggere - che una pubblica ammissione di fallimento ed irrilevanza politica". "Non avremmo mai dato il nostro voto a favore di programmi troppo spostati a sinistra che sono, peraltro, lo specchio di quelli che abbiamo già visto nella scorsa legislatura e che hanno penalizzato lavoratori e piccoli imprenditori a scapito della grandi multinazionali".

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