Colpo alla mafia sulla rotta Palermo-New York

Bruno Cirelli
Luglio 19, 2019

In campo oltre 200 uomini della Squadra Mobile di Palermo, del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e del Federal Bureau of Investigation (FBI) di New York che hanno eseguito i fermi, disposti dalla Dda del capoluogo siciliano, di boss e gregari del mandamento mafioso di Passo di Rigano.

Mazzata al mandamento mafioso di Passo di Rigano. Fuga da cui poi derivò il soprannome di "scappati" dato agli esponenti della sua famiglia. Quanto agli affari illeciti scoperti, Lo Voi ha specificato che "il clan svolgeva le sue attività classiche: estorsioni, intestazioni fittizie di beni, le scommesse e i giochi online".

Questi gli arrestati: Giovanni Buscemi, Santo Cipriano, Francesco Di Filippo, Antonio Di Maggio, Antonino Fanara, Rosario Gambino, Francesco e Tommaso Inzerillo, Giuseppe Lo Cascio, Antonino Lo Presti, Alessandro Mannino, Benedetto Militello, Gaetano e Giuseppe Sansone, Giuseppe Spatola, Calogero Christian Zito, Savatore e Thomas Gambino.

"New connection", qusto il nome dell'operazione. Infine ha concluso: "Ma questa rivoluzione è stata spenta sul nascere, grazie al lavoro - cui mi onoro di aver contribuito - di tanti magistrati, dei Carabinieri e della Polizia di Stato". E poi, un rimpianto per quella guerra di mafia persa: "Se avessero ucciso solo mio cugino e fosse rimasto vivo Stefano (Bontade, ndr).", diceva, riferendosi alla possibile vendetta che il capomafia di Villagrazia trucidato da Riina avrebbe messo in atto. L'evento rappresentò una grande svolta nelle azioni di Cosa Nostra: forse Inzerillo confidava e auspicava una svolta. A chi gli chiedeva dei rapporti tra Cosa nostra americana e la mafia palermitana, Messina ha risposto: "C'è un interscambio di informazioni, consulenze e favori per la gestione di singoli affari, in questo momento limitato alla famiglia Gambino e agli Inzerillo - ha spiegato - ma in questo caso un ruolo molto importante lo gioca l'elemento parentale".

I PIZZINI - Dall'inchiesta è emerso che in un 'pizzino' inviato il 19 giugno del 2005 al boss Bernardo Provenzano, il boss Salvatore Lo Piccolo scriveva: "Siamo arrivati al punto che siamo quasi tutti rovinati, e i pentiti che ci hanno consumato girano indisturbati". E ancora, sul suo mai celato timore di pentimenti all'interno della commissione: "Dobbiamo vedere se non... non si fanno gli altri sbirri, perché ti sembra che è finita!" "La crisi seguita alle indagini degli anni '90, che hanno condotto all'arresto di tutti i capifamiglia della Commissione di Palermo - scrive il gip - aveva portato l'associazione mafiosa ad aprirsi necessariamente all'apporto di chi aveva perso nella seconda guerra di mafia". "Il caso più singolare è quello di un medico che, a seguito di una vertenza fatta da una sua ex assistente, gli aveva chiesto aiuto per 'sistemare' la faccenda".

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