Blitz dei Carabinieri: colpite pericolose cosche della 'ndrangheta

Bruno Cirelli
Luglio 18, 2019

I NOMI Gli arrestati Giuseppe Facchineri, nato a Cittanova, il 2 febbraio 1960; Giuseppe Chemi, nato a Taurianova, il 10 marzo 1960; Roberto Raffa, nato a Taurianova, il 6 dicembre 1975; Vincenzo Facchineri, nato a Cittanova, il 9 gennaio 1967; Giuseppe Facchineri, nato a Cittanova, il 16 maggio 1970; Michele Raso, nato a San Giorgio Morgeto, il 17 giugno 1962; Vincenzo Raso, nato a San Giorgio Morgeto, il 13 gennaio 1953; Giorgio Raffa, nato a San Giorgio Morgeto, il 19 aprile 1970; Vincenzo Raffa, nato a San Giorgio Morgeto, il 4 novembre 1976; Tommaso Fazari, nato a San Giorgio Morgeto, il 12 agosto 1960; Giuliano Sorbara, nato a San Giorgio Morgeto, il 14 aprile 1973; Raffaele Sorbara, nato a San Giorgio Morgeto, il 12 ottobre 1969; Mario Gaetano Agostino, nato a Carpanzano, il 6 maggio 1944 (arresti domiciliari).

Dalle indagini portate avanti dalla Dia e dagli uomini dell'Arma dei Carabinieri è emersa una vera e propria fase di contrapposizione tra la cosca 'Locale di San Giorgio Morgeto' e quella dei Facchineri di Cittanova.

Così come dello stesso comune sono Tommaso Fazari, 58 anni; Giuliano e Raffaele Sorbara, 46anni il primo e 49 il secondo.

Le accuse contestate a vario titolo sono di associazione di tipo mafioso (per il solo Giuseppe Facchineri, anche di estorsione aggravata dal metodo mafioso), essendo tutti ritenuti appartenenti alla cosca di Cittanova e alla "locale", organizzazioni di matrice 'ndranghetistica riconducibili al mandamento tirrenico della provincia di Reggio Calabria.

L'attività investigativa, chiamata "Altanum", è stata avviata dai carabinieri della Compagnia di Taurianova - coordinati dal Procuratore Aggiunto Calogero Gaetano Paci e dal Sostituto Procuratore Gianluca Gelso - a seguito delle risultanze dell'indagine "Crimine" che, nel 2010, avevano sancito l'esistenza, a San Giorgio Morgeto, di una locale con a capo Mario Gaetano Agostino, oggi 75enne.

Le attività tecniche e dinamiche eseguite dagli investigatori hanno portato a documentare, infatti ed innanzitutto, quest'ultimo punto, facendo anche luce sul ruolo ricoperto dai rispettivi e presunti sodali. Per tale tentativo di estorsione, svolto mediante atti intimidatori e lettere minatorie, sono stati condannati in via definitiva Giuseppe Facchineri "il professore", Giuseppe Chemi e Roberto Raffa, tutti destinatari dell'odierno provvedimento in qualità di appartenenti alla cosca Facchineri.

Eccole le due cosche. L'odierna indagine, tuttavia, ha consentito una più approfondita chiave di lettura della vicenda estorsiva collocandola in un contesto di associazione mafiosa e volta, da una parte, ad ottenere risorse economiche per perseguire le finalità della cosca e dall'altra volta a ribadire che, pur operando in altra regione d'Italia, le attività economica condotte da soggetti originari del reggino devono dare conto alla famiglia mafiosa dominante. Inoltre è stato appurato in capo ad entrambi i sodalizi, la disponibilità di armi e munizioni, funzionali all'imposizione della volontà mafiosa attraverso il sistematico ricorso a minacce, estorsioni e danneggiamenti.

Un altro colpo alla grande criminalità organizzata. In particolare, in uno dei due episodi, l'imprenditore vittima dell'estorsione si era rivolto ai fratelli Michele, Salvatore e Vincenzo Raso, cui aveva richiesto un aiuto per evitare le pretese dei "Facchineri". Proprio il conseguente intervento dei Raso in favore dell'imprenditore sangiorgese li ha posti in netto contrasto con Facchineri Giuseppe e i suoi sodali, gettando le premesse per l'omicidio di Salvatore Raso. Nel mirino delle famiglie malavitose gli affari nell'Italia Nord-Occidentale.

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