Salvini fa da sé e convoca i sindacati al Viminale

Bruno Cirelli
Luglio 16, 2019

E ad illustrare il modo in cui la Lega voglia organizzare la nuova tassazione sui redditi - per colmo d'ironia, in modo da ridicolizzare ancora di più l'immagine del premier Conte - è stato il responsabile economico della Lega, quell'Armando Siri "licenziato" dal Governo proprio dal presidente del Consiglio Conte per essere coinvolto in un'indagine che riguarda la mafia.

"Noi vogliamo portare al 15% l'aliquota fino a 55mila euro di reddito", ha detto l'ex sottosegretario alle Infrastrutture Siri, costretto alle dimissioni lo scorso maggio perché indagato per corruzione nell'ambito di un'inchiesta sui finanziamenti nel settore eolico. Ma non è stato necessario attendere troppo per sentire la replica del leader della Lega: "Non è per mancanza di rispetto verso il Parlamento". E i tempi li decide il presidente del Consiglio sentiti gli altri ministri, in primis il ministro dell'Economia.

Si guarda con attenzione che Partito democratico e Movimento 5 Stelle interpretando i tempi della politica (i numeri dei "fedeli" diminuiti per entrambi anche a causa del linguaggio usato dentro e fuori dei rispettivi schieramenti, che non è più quello usato dalla povera gente, dai lavoratori, dalla sinistra) che sembra sia andato ad omologarsi sempre più agli idiomi del capitalismo. Mossa inusuale, che rivela la fretta di voler parlare: "Se oggi qualcuno pensa che non solo si raccolgono istanze da parte delle parti sociali ma anticipa dei dettagli di quella che ritiene debba essere la manovra economica, questo non è corretto affatto e si entra sul terreno di scorrettezze istituzionale". Salvini aveva tagliato corto: "Non ci vogliamo sostituire a nessuno, ma siamo al governo ed è nostro dovere raccogliere i suggerimenti di chi rende l'Italia quello che è l'Italia". E ancora: "Vorremmo che alla riapertura dei lavori parlamentari fosse già in discussione la manovra".

Malgrado le farneticazioni degli "anti-umanitari di sinistra", il coraggio e l'impegno delle Ong e di Mediterranea hanno pagato scoprendo il Ministro della paura sul fronte interno e lasciandolo esposto alle contraddizioni internazionali con altri poteri più forti di lui. Renzi, per contro, si limita ad un "trova le differenze" tra l'esecutivo di Parigi che "scommette sul futuro e rilancia sull'investimento francese per lo spazio" e, ironizza, l'Italia dove "ci occupiamo di sapere chi ha invitato Savoini alla cena con Putin".

Il fortunato elettricista, che ha ricevuto quasi un milione e mezzo di euro dalla Lega, si chiama Francesco Barachetti. "E ci comportiamo di conseguenza" ha scritto il vicepremier. Parlino pure con Siri, parlino pure con chi gli vuole proteggere le pensioni d'oro e i privilegi. Abbiamo espresso la nostra posizione marcando le differenze perché siamo orgogliosi del M5S. Ma no, e chi lo conosce, era alla canea? Preferisce continuare a governare, formalmente in minoranza, con una forza subalterna ma litigiosa come il M5S. Concetto ribadito oggi dal presidente del Consiglio Conte: "Salvini deve riferire alle Camere?"

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