Cina: +6,2% il pil, ai minimi in 27 anni

Paterniano Del Favero
Luglio 16, 2019

Nel secondo trimestre l'economia cinese è cresciuta "solo" del 6,2%.

Contemporaneamente il tasso di crescita è ancora superiore all'obiettivo fissato dal governo cinese, che vuole un'espansione dell'economia pari almeno al +6%. La Cina è la seconda economia del mondo e un rallentamento della sua crescita rischia di avere effetti sull'andamento dell'economia mondiale. "Questo è il motivo per cui la Cina vuole fare un accordo".

Allunga invece il passo la produzione industriale, che segna a giugno una crescita annua del 6,3%, rispetto al 5% di maggio: il dato, diffuso sempre dall'Ufficio nazionale di statistica, è maggiore del 5,2% atteso alla vigilia dai mercati. Il Bureau di statistiche di Pechino, presentando i dati, ha commentato che rispecchiano "una situazione complessa, sia in Cina sia all'estero".

Per contrastare queste spinte al ribasso il Partito-Stato ha già messo in campo dall'inizio dell'anno un pacchetto di stimolo basato su imponenti investimenti in infrastrutture (circa 300 miliardi di dollari), taglio della tassazione per 2 mila miliardi di yuan (291 miliardi di dollari) e incremento della liquidità attraverso la riduzione delle riserve obbligatorie per le banche (dal 2018 Pechino ha già tagliato per sei volte il Reserve requirement ratio per le sue banche).

La Cina chiude il secondo trimestre del 2019 con un Pil in rialzo annuo del 6,2%, al passo più lento degli ultimi 27 anni, in linea con le attese dei mercati: il dato, inferiore del 6,4% di gennaio-marzo, sconta la debolezza dell'economia globale e della guerra commerciale con gli Usa.

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