Di Maio dice che al M5S servono i "facilitatori"

Bruno Cirelli
Luglio 15, 2019

Tanti problemi che partono dal territorio arrivano tutti insieme a noi a Roma, ma è una mole di informazioni, di questioni che dobbiamo affrontare prima a livello territoriale. Una pretesa incostituzionale e fortemente discriminatoria che, a detta dei vertici del Movimento, minerebbe le fondamenta stessa dell'unità nazionale, costituendo di fatto nello stesso Paese scuole di serie A e scuole di serie B. Le inchieste de l'Espresso, confermate ora dalle registrazioni del sito Buzzfeed americano, avevano da mesi svelato i retroscena dei maneggi di Gianluca Savoini, bene introdotto nell'universo di Vladimir Putin e bene accreditato dal Vicepremier 'vicario' del Governo italiano. Così oggi Matteo Salvini contrattacca sul caso dei presunti fondi russi alla Lega, sottolineando che i bilanci del suo partito sono trasparenti.

La riforma sarà presentata nei prossimi giorni e più tardi votata dagli iscritti al Movimento sulla piattaforma Rousseau, e si basa soprattutto sull'introduzione della figura del "facilitatore", un termine che Di Maio usa sostanzialmente per definire ruoli che nei partiti tradizionali vengono affidati alla segreteria e ai coordinatori regionali e locali. A noi non servono dei decisori solitari che decidono al posto di altri. E non importa se in un territorio non abbiamo degli eletti: abbiamo un esercito di attivisti, di persone che ogni giorno si dedicano al loro territorio.

Discuteremo anche insieme di un'altra questione, che è quella che riguarda i comuni. "Domando al grillino Fico perché no, questo non è favore al sovranismo o a Salvini, parliamo di pantaloni alle forze di polizia, di buoni pasto, spero che questi no diventino dei sì, spero che sia stato un attimo di confusione", ha detto ancora il ministro dell'Interno aggiungendo: "Spero che non ci sia una parte dei 5Stelle che tifa per l'Antipolizia". È giustificato che Salvini si senta "minacciato" da un'entità che percepisce ma non afferra, che lo costringe per la prima volta a cambiare postura e narrazione, che gli impone di spiegare, precisare, puntualizzare. Insomma, abbiamo di fronte un'ulteriore evoluzione del MoVimento, che è la sua capacità di essere resiliente. Dunque perché se la prende con il MoVimento? M5s e Lega hanno trovato una quadra e sono riusciti ad uscire dall'impasse che si era creata dopo l'inammissibilità di alcuni emendamenti della Lega relativi alle forze dell'ordine e ai vigili del fuoco.

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