Finisce un mito dell'auto: addio al Maggiolino

Paterniano Del Favero
Luglio 13, 2019

"Tranne una. Il mio Maggiolino decappottabile nero del 1977".

Ed ecco, in queste ore, l'addio dei mercati a Volkswagen Maggiolino, che si congeda dalle decine di milioni di appassionati in tutto il mondo, e dopo... un'ottantina di anni di presenza, sebbene l'ultimo ventennio sia stato contrassegnato dalla "stirpe" New Beetle, la cui filosofia è, sì, ispirata all'eterno Maggiolino, tuttavia per tecnologia e disposizione degli organi meccanici agli antipodi rispetto alla "originale" tuttodietro che dalla fine degli anni 30 ai primi anni del nuovo Millennio ha accompagnato 22 milioni (per un totale di 21.529.464 esemplari, l'ultimo dei quali venne prodotto dalle linee di assemblaggio messicane di Puebla il 30 luglio 2003: incidentalmente, l'attuale Maggiolino termina la propria carriera a sedici anni esatti dal fine produzione del Maggiolino "messicano"; e nel medesimo complesso industriale) di automobilisti di tutte le età, appartenenti a tutte le classi sociali e, appunto, sparsi nei cinque Continenti.

Nella gallery, una piccola storia fotografica del mitico Maggiolino.

Il Maggiolino - con il nome di Typ 1 - vede la luce in pieno Reich nazista.

Anno 1939. Il Maggiolino con il suo designer Ferdinand Porsche durante un test drive in Austria. Per realizzare l'auto, nel 1938 il Fueher fa costruire una fabbrica apposita in Bassa Sassonia, sviluppandoci attorno una città (la futura Wolfsburg): nasce così la Volkswagen.

Il conflitto scoppiato nel 1939 blocca però la produzione e lo stabilimento è costretto a riconvertirsi, come molte altre fabbriche (Fiat compresa in Italia) per produrre cannoni, armi, carri armati e munizioni di sostegno alle truppe tedesche. Debutta nella versione di serie al Salone di Berlino del 1939 e riscuote subito un grande successo.

Gli anni Sessanta sono quelli del boom in America, dove il Maggiolino diventa un emblema della cultura ribelle e anticonformista degli hippie, che per spostarsi preferiscono le curve di questa macchina spartana dal design alternativo alle squadrate e mastodontiche Cadillac e Ford dai morbidi sedili in pelle, predilette di chi orgogliosamente vive l'American dream. Dal 1981 l'auto viene prodotta in Messico e nel 1992 si tocca il picco di venti milioni di esemplari prodotti.

Il Restyling degli ultimi anni, sfruttando lo stesso pianale della nuova Golf, non ha lo stesso successo del padre, nonostante sia disegnato dal nipote dell'ingegner Porsche in una mossa di marketing meno riuscita di ciò che ci si aspettasse. Per celebrare la storia di quello che è indubbiamente uno dei veicolo più iconici dell'automotive-come del resto aveva ammesso di recente anche James May- Volkswagen aveva deciso di lanciare due New Beetle in edizione speciale. Per lui sarà un vero incubo...

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