Due tumori bruciati a Padova ad un paziente giudicato inoperabile

Barsaba Taglieri
Luglio 13, 2019

Ad essere sottoposto all'intervento sincrono su due diversi tumori a fegato e rene è stato un 80enne.

Dopo esami più approfonditi (Tac ed ecografie) hanno rilevato la presenza di una seconda neoplasia di 20 mm sul rene sinistro.

Un delicato intervento con nuove tecniche ha permesso la rimozione di due tumori primitivi a fegato e rene su un paziente ottantenne il cui quadro clinico aveva sancito l'impossibilità di un intervento chirurgico.

L'intervento è stato effettuato in modo sincrono su fegato e rene, "mediante termoablazione con microonde ecoguidata per via percutanea", come annunciato dall " Ulss 6 Euganea. Un quadro clinico complessivamente disarmante.

Poiché il paziente soffriva di una seria malattia cardiaca che controindicava un intervento di chirurgia maggiore a causa del rischio anestesiologico, l'équipe dell'Unità operativa semplice di Epatologia dell'ospedale Madre Teresa di Calcutta di Monselice, diretta da Mauro Mazzucco, in seno all'Unità operativa complessa di Medicina guidata da Lucia Leone, ha proposto la soluzione di bruciare contemporaneamente, a 150 gradi, i due tumori. "Cioè, senza l'utilizzo di bisturi, ma con un ago che attraversa la pelle del paziente fino a raggiungere la zona malata, uccidendo le cellule tumorali mediante il calore".

Sugli scudi, questa volta, l'ospedale di Schiavonia, a Monselice, nella bassa padovana dove l'equipe medica è riuscita a portare a termine un intervento unico nel suo genere; di quelli che possono cambiare la vita delle persone. Al tavolo operatorio lo stesso dr. Mazzucco, affiancato da un anestesista e due infermieri.

L'intervento, durato circa 20 minuti, è avvenuto in sedazione profonda e respiro spontaneo e non in anestesia generale.

In seguito al controllo ecografico con mezzo di contrasto eseguito dopo 24 ore il verificarsi dell'operazione ha dimostrato quanto tutti speravano.

Ci sono interventi che fanno gridare al miracolo. Tecnicamente si chiama "Termoablazione mediante radiofrequenza o microonde", in pratica si traduce in una reale speranza di guarigione con minimo impatto sulla qualità di vita. Il tumore viene così disidratato e va incontro a necrosi (morte cellulare, appunto).

Dal 1999 ad oggi l'Unità operativa semplice di Epatologia di Monselice, Padova, ha svolto circa 1300 interventi simili a questo con un'efficacia del 98,5% riconosciuta a livello europeo.

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