Antibiotici superpotenti per i batteri killer

Barsaba Taglieri
Luglio 12, 2019

Avrai sicuramente già sentito parlare di antibiotico-resistenza, cioè quella situazione in cui i microorganismi che hanno provocato l'infezione si sono evoluti in modo tale da sopravvivere all'attacco da parte di agenti esterni che dovrebbero distruggerli. Queste sono le 'promesse' dei due nuovi antibiotici creati da Brice Felden e dal suo team presso l'Inserm e l'Université de Rennes, in collaborazione con un gruppo dell'Istituto di Chimica di Rennes (Iscr). Non solo sono efficaci contro i batteri multi-resistenti Gram-positivi e negativi, ma sembrano anche non 'attivare' un meccanismo di resistenza quando vengono usati per trattare l'infezione, almeno nei topi. Delle venti molecole create, due si sono rivelate efficaci contro Staphylococcus aureus e Pseudomonas aeruginosa resistenti ai farmaci, in modelli murini di sepsi grave o infezione della pelle.

Secondo il nuovo rapporto di un'agenzia congiunta Oms e Onu - UN Ad hoc Interagency Coordinating Group on Antimicrobial Resistance (Iacg) - ogni anno 700mila persone muoiono per infezioni resistenti agli antibiotici, numero destinato a crescere fino a 10 milioni l'anno nel 2050 se non verranno presi provvedimenti. La resistenza agli antibiotici sta diventando sempre di più un problema per la nostra salute: in pratica i batteri delle infezioni, anche delle più banali, stanno diventando forti a sufficienza da contrastare l'effetto dei farmaci, di fatto permettendo alle infezioni stesse di non essere curate, con conseguenti e pericolosi rischi, anche quello di morire per una banalità.

"Tutto è iniziato con una scoperta fondamentale nel 2011 - racconta Brice Felden, a capo della ricerca". "Ci siamo resi conto che una tossina prodotta dallo Staphylococcus aureus, ha il ruolo di facilitare l'infezione, ma è anche in grado di uccidere altri batteri". "Quindi abbiamo identificato una molecola con una duplice proprietà, da una parte tossica e dall'altra antibiotica" - continua.

Per di più, lasciati dei batteri per alcune settimane in contatto con i due nuovi antibiotici, i microrganismi non sono stati capaci di sviluppare farmaco-resistenze specifiche per le due molecole. "Abbiamo pensato che se potevamo separare queste due attività, saremmo stati in grado di creare un nuovo antibiotico non tossico per il corpo, una sfida che abbiamo raccolto", aggiunge Felden.

"Riteniamo che queste nuove molecole rappresentino candidati promettenti per lo sviluppo di nuovi antibiotici in grado di fornire trattamenti alternativi per la resistenza antimicrobica", concludono. Il prossimo passo prevede un trial di fase I negli esseri umani.

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