Alzheimer cure: scoperta la proteina che bloccherebbe la malattia

Barsaba Taglieri
Luglio 12, 2019

Ripulisce i neuroni dalle sostanze tossiche come quelle coinvolte in malattie neurodegenerative come l'Alzheimer. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry. La cura proposta dagli scienziati italiani vuole dunque puntare al mantenimento dell'equilibrio proteico nel nucleo, al fine di migliorare le stesse funzionalità dei compartimenti di smistamento: questo dovrebbe stabilizzare il genoma e, di conseguenza, contrastare l'invecchiamento e la progressione delle malattie neurodegenerative che sono legate all'invecchiamento, come Alzheimer e Parkinson. "Questo studio chiarisce il suo ruolo nella omeostasi di tau attraverso il sistema di smaltimento dei rifiuti cellulari" ha affermato Praticò.

In seguito Praticò ha studiato modelli animali evidenziato che, in assenza di VPS35 o anche solo quando questa proteina è ridotta, nel cervello degli animali si accumula Tau e i 'ponti di comunicazionè tra neuroni (le sinapsi) si deteriorano. VPS35 seleziona e trasporta le proteine disfunzionali (come ad esempio 'taù, coinvolta in demenze e non solo) presso i siti di degradazione della cellula, una sorta di 'discarica cellularè dove avviene lo smaltimento dei rifiuti molecolari.

Lo studio ha rilevato che VPS35 attiva la "catepsina D". La conclusione a cui sono arrivati gli scienziati sarebbe una dimostrazione di come le alterazioni nello smistamento e nella degradazione appunto delle proteine danneggiata da parte di specifici compartimenti nucleari, sia in effetti capace di influenzare negativamente la stabilità del nostro DNA tanto da crearci problemi di salute.

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