Governo, "pace fiscale due" infiamma lo scontro Lega-CinqueStelle

Paterniano Del Favero
Luglio 11, 2019

Tra le ipotesi sul tavolo dei tecnici della Lega anche il rilancio della dichiarazione integrativa speciale, strumento da sempre osteggiato dal Movimento 5 Stelle. "Se pensa che io sia così brutto e cattivo, fossi in lui mi dimetterei e farei altro, ci sono delle Ong che lo aspettano", dice Salvini in conferenza stampa al Cara di Mimeo. Ma, aggiunge, "se ogni giorno c'è un sottosegretario del Movimento 5 Stelle che si alza e la "spara", diventa impegnativo..." I motivi dell'annullamento non sono ancora ufficiali (in una nota si fa riferimenti a "motivi personali" del sottosegratario) ma, scrive Repubblica, "pare tuttavia che abbia influito sulla decisione l'irritazione del vicepremier Matteo Salvini" dopo l'intervista di Spadafora. "Ci sono meccanismi per persone svantaggiate, ma il problema degli stipendi riguarda tutti nel mondo della scuola: dovremmo fare una riforma per portare gli stipendi degli insegnanti nella media europea", ha spiegato la Lezzi.

La faccenda ha comunque inasprito gli animi al Governo, specie dei leghisti che, con i capigruppo al Senato e alla Camera Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, hanno chiesto le immediate dimissioni di Spadafora.

Quanto alle opposizioni, le reazioni sono diverse.

Per Giorgia Meloni, "secondo il ragionamento di Spadafora, se critichi Carola Rackete sei un sessista, un odioso maschilista e sei responsabile di un clima di attacco ai diritti delle donne". Terminato il vertice a Palazzo Chigi, all'esponente pentastellata ha risposto infatti a stretto giro il ministro per gli Affari regionali Erika Stefani.

Clicca sotto sull'argomento che ti interessa. Delle due l'una: "Spadafora si scusi subito o si dimetta". In ballo c'è anche un impianto di riciclo, anche se l'assessora (all'epoca) Pinuccia Montanari non l'aveva nominato. "È inaccettabile strumentalizzare il tema della violenza sulle donne per demonizzare il nostro ministro che sta difendendo il Paese". Così il vicepremier Di Maio in una intervista pubblicata oggi da La Gazzetta Del Mezzogiorno, quotidiano di Bari. Punto!" "Quindi - sottolinea ancora il M5s - queste storie non ci sfioreranno mai e non devono, ovviamente, nemmeno sfiorare il governo! "Lavoriamo e andiamo avanti" ha concluso. Si pensa piuttosto all'azzeramento delle commissioni per le piccole transazioni con bancomat e carte di credito sotto i 30 euro. Il 24 aprile scorso il governo e i sindacati avevano siglato un'intesa che prevedeva che "il governo si impegna a salvaguardare l'unità e l'identità culturale del sistema nazionale di istruzione e ricerca...".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE