Con l'anagrafe vaccinale non serve più presentare a scuola i certificati vaccinali

Barsaba Taglieri
Luglio 8, 2019

Ad una manciata di giorni di quella che sino a poche ore fa era considerata una scadenza perentoria, il 10 luglio, per la presentazione a scuola della certificazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie o la richiesta di vaccinazione alla propria Asl, come previsto dalla legge Lorenzin, cade l'obbligo di consegna per i genitori: il ministero della Salute e il Miur, con una comunicazione congiunta prodotta nel pomeriggio di sabato 6 luglio, hanno fatto sapere che, essendo stata attivata l'Anagrafe nazionale vaccinale, i genitori non hanno più l'obbligo di presentare la documentazione, perché il Sistema automatizzato fa dialogare Asl e istituti scolastici.

Il succitato articolo 3 bis disciplina la cosiddetta procedura semplificata, introdotta dalla legge a partire dall'a.s. 2019/20.

Nessuna 'corsa al certificato' per iscrivere i bambini a scuola. Questo non significa che cadrà l'obbligo.

A novembre 2018 il ministero ha istituito l'anagrafe nazionale; i sistemi regionali sono a regime da aprile e hanno trasmesso i dati.

"Grazie all'Anagrafe vaccinale, le situazioni irregolari sono già state comunicate dalle Aziende sanitarie alle istituzioni scolastiche che provvederanno a richiedere i documenti eventualmente mancanti ai genitori".

Se i genitori rifiuteranno di far vaccinare i figli dopo i solleciti dell'Asl, incorreranno nelle sanzioni pecuniarie previste dalla legge.

Ricordiamo che le vaccinazioni obbligatorie previste sono dieci: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella. In attesa che venga approvato il nuovo provvedimento sui vaccini, all'esame in Parlamento e che prevedrebbe il cosiddetto 'obbligo vaccinale flessibile' (la vaccinazione resterebbe obbligatoria solo "in caso di emergenze sanitarie o di compromissione dell'immunità di gruppo"), resta dunque in vigore la legge Lorenzin: prevede l'obbligo della vaccinazione per le iscrizioni all'asilo nido e alla scuola materna e, con modalità diverse, riguarda anche le scuole elementari, scuole medie e i primi due anni delle superiori, fino ai 16 anni.

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