Fiat Chrysler: ecco come sono andate le vendite a giugno in Italia

Paterniano Del Favero
Luglio 2, 2019

Il primo semestre, che mediamente copre il 57% dell'immatricolato dell'anno, chiude con una flessione del 3,5% a 1.082.197 vetture, che si confrontano con le 1.121.649 del gennaio-giugno 2018. I dati sono del ministero dei Trasporti. Nel primo semestre 2019, il gruppo Fca ha fatto segnare 266.765 immatricolazioni, con una flessione dell'11,95% in confronto ai primi sei mesi del 2018, quando erano state vendute 302.967 unita'. Per quel che riguarda FCA (l'Italia rappresenta circa il 10% del totale delle vendite di veicoli del gruppo) si registra un calo delle immatricolazioni dell'11% (-12% da inizio anno). Jeep e Lancia hanno registrato performance positive a giugno con un aumento delle vendite del 9,0% per entrambi i marchi. Lo sottolinea Fca in una nota.

Fca "consolida la leadership nei principali segmenti con Panda, 500L, Stelvio, Qubo, Renegade e 124 Spider, che a giugno ha più che quintuplicato vendite e quota di mercato". Si posizionano ai vertici delle classifiche anche 500, Ypsilon e Compass. Tra i modelli più venduti in assoluto, invece, la regina rimane sempre la Fiat Panda seguita da Jeep Renegade e Renault Clio mentre a chiudere la top 5 ecco Lancia Ypsilon e Dacia Duster. La stagione estiva inoltre favorisce le vendite della 124 Spider che nella versione Abarth incrementa le vendite del 350%.

Il Centro Studi Promotor rileva che il bilancio dell'auto nel primo semestre è negativo e "non ci sono le condizioni per una ripresa nel secondo semestre". Dall'inchiesta congiunturale mensile emerge che il 48% dei concessionari si attende la domanda in calo nei prossimi mesi, mentre per il 50% le vendite si manterranno stabili sui bassi livelli attuali. Le immatricolazioni, che avevano toccato quota 1.910.564 nel 2018, dovrebbero attestarsi a fine anno a 1.835.000: un livello inferiore al massimo ante-crisi del 2007 di ben il 26,4%, mentre i livelli ante-crisi sono stati già da tempo raggiunti dagli altri grandi mercati europei.

La struttura del mercato, che da questo mese si arricchisce anche di un'analisi effettuata al netto del noleggio, evidenzia sul fronte delle alimentazioni un calo del diesel del 22,6% che, depurato dal noleggio, sarebbe ancora più profondo e pari a -31,5%.

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