Minibot, Giorgetti cambia idea: "Non sono verosimili"

Bruno Cirelli
Giugno 25, 2019

Eppure i "titoli di Stato di piccolo taglio" sono ancora lì nel contratto di governo in attesa di una realizzazione come decine di altri punti di quel "contratto" che vorrebbe essere un programma ma che finisce spesso e volentieri per essere esclusivamente un alibi.

Va detto che appena tre settimane fa, Giorgetti aveva commentato così la proposta dei minibot: "Tutte le soluzioni nuove sono contestate, non dico che siano la Bibbia, ma sono una proposta per accelerare i pagamenti, una delle possibilità, una delle soluzioni".

Apre le danze, nella giornata di ieri, Giancarlo Giorgetti che sui minibot spiazza tutti e sconfessa senza giri di parole il collega leghista Borghi: "C'è ancora chi crede a Borghi?" Ma perché mettere in mezzo Borghi, e dare all'esterno una immagine di scarsa coesione che certamente non giova in questo momento alla Lega? La risposta probabilmente sarebbe stata qualcosa sulle colpe del FMI o dei mercati.

Non è che Giorgetti e Borghi stanno giocando al gioco del poliziotto buono e poliziotto cattivo? "È anche normale. Poi Giorgetti scherza sempre".

"Le dichiarazioni di Giorgetti sui minibot?". Lui è a Losanna, lì si decidono le sorti delle Olimpiadi, un appuntamento importantissimo, e gli rompono le balle con 50 domande sui minibot. gli avranno chiesto 'Puntate minibot sulla vittoria contro la Svezia?' e lui avrà fatto una battuta per toglierseli di torno. Tanto più quando le trattative si svolgono su tavoli diversi e sono complicate e intrecciate come quelle che sono in corso fra Roma e Bruxelles. "Non c'è alcun incidente con Giorgetti". Ufficialmente vale la versione del nome di peso, condiviso anche da larga parte dell'opposizione (anche l'ex ministro Carlo Calenda si è speso a favore del sottosegretario alla presidenza del Consiglio) e che necessariamente, dopo l'esito delle elezioni del 26 maggio, va espresso dal Carroccio. E' opinione diffusa all'interno del Carroccio che per Salvini ormai sia meglio 'spedire' Giorgetti in Europa, formalmente per avere un uomo comunque di primissimo piano nella futura Commissione e (pensiero secondario) per disinnescare quella che ormai in molti chiamano una mina vagante che si aggira per l'esecutivo.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE