Fatturazione elettronica: tutti i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate. Validità, spese sanitarie, bollo

Paterniano Del Favero
Giugno 25, 2019

La prima scadenza da segnare nel calendario riguarda l'emissione della fattura elettronica, che dovrà avvenire entro 10 giorni dalla data di adempimento delle operazioni, 15 se verrà approvato un emendamento al Decreto Crescita. Quale data occorre indicare nelle fatture inviate entro i 10 giorni dall'operazione? Ciò significa che le aziende possono quindi continuare a preparare un documento di trasporto oppure un altro documento che accompagni la merce (esso deve descrivere l'operazione, riportare la data in cui è stata effettuata e i riferimenti delle parti contraenti) e datare la fattura secondo i giorni previsti successivi (facendo riferimento al documento redatto di cui si è detto), liquidando però l'Iva nel mese in cui è avvenuta l'operazione commerciale. Sta nascendo un nuovo modo di lavorare, che comporta anche l'organizzazione di corsi di formazione per i dipendenti delle imprese e numerose modifiche nelle modalità di lavoro dei commercialisti che si trasformano oggi in consulenti preparati e in continuo aggiornamento, che offrono alle aziende servizi diversificati in base alle esigenze.

Dopo i primi sei mesi di rodaggio e di "sconti" applicati sulle sanzioni, durante i quali i titolari di partita IVA hanno imparato a conoscere e a usare la nuova modalità di emissione delle fatture, dal 1° luglio 2019 la rigidità e i controlli saranno a regime e non sarà più concessa alcuna tolleranza in caso di errori o di ritardi nella procedura di fatturazione. Fino alla fine di giugno 2019 si è concesso di sfuggire a tale sanzione se si provvedeva a fare fattura elettronica entro il termine di liquidazione dell'imposta, altrimenti comunque si è avuta una riduzione del 20% della multa se la liquidazione avveniva nel periodo successivo. In quest caso, di conseguenza, non coincideranno la data di emissione e quella di invio.

Riprendendo l'esempio dell'Agenzia delle entrate nella circolare 14/E/2019, il soggetto passivo potrebbe inviare la fattura allo Sdi in data 30 settembre 2019 ed indicare nella fattura stessa la data del 28 settembre corrispondente all'ultima delle consegne effettuate.

In particolare, a partire dall'1 gennaio 2020, è previsto l'obbligo generalizzato del processo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi per i soggetti passivi che effettuano operazioni di cui all'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

Resta invece inteso che, per le fatture cartacee, il documento deve contenere entrambe le date.

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