Sea Watch 3 chiede di sbarcare in Italia: l’appello a Strasburgo

Bruno Cirelli
Giugno 24, 2019

Il ricorso, ha specificato la Sea Watch in una nota, non è partito "dall'organizzazione ma dai singoli individui presenti a bordo che hanno il diritto di adire i propri diritti umani alla Corte europea". La Corte, dopo la richiesta della Ong tedesca, ha rivolto una serie di domande sia alla Sea Watch 3 che al governo italiano. Questi ultimi dovranno rispondere entro il pomeriggio del 24 giugno. Strasburgo in quella circostanza aveva chiesto solo che fossero garantiti cibo, medicinali e condizioni di vita adeguati per i migranti a bordo della nave.

A causa del divieto di sbarco emesso dal governo, sono ormai 12 giorni che la Sea Watch 3 è bloccata a largo di Lampedusa.

La notizia è stata prontamente commentata da Matteo Salvini che ha presentato la sua soluzione al problema. Facile. Nave olandese, Ong tedesca: metà immigrati ad Amsterdam, l'altra metà a Berlino. Una portavoce della Commissione ha parlato di "imperativo umanitario", ribadendo che l'esecutivo comunitario "continuerà a fare tutto il possibile, nell'ambito delle nostre competenze, per sostenere e coordinare eventuali sforzi di solidarietà".

"È necessario e urgente un vostro intervento - il messaggio all'Olanda - nei confronti della Sea Watch 3 e del suo comandante ed equipaggio perché l'Italia, pur continuando a rispettare la normativa sovranazionale e a difendere responsabilmente le frontiere europee a beneficio di tutti gli Stati membri" dell'Ue, "non intende più essere l'unico hotspot dell'Europa", neppure ai fini della prima accoglienza o "in vista di una successiva, ipotetica operazione di redistribuzione" dei migranti. 42 persone che l'Italia non vuole. E sequestro della nave pirata. L'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia dice: "Siamo disposti ad accogliere i migranti a bordo".

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