Lettera di Conte all’Ue: "Italia rispetterà i vincoli"

Paterniano Del Favero
Giugno 23, 2019

Il prossimo appuntamento è fissato per il 30 giugno: le poltrone, prima o poi, andranno occupate.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Su quest'ultimo punto Conte ribadisce che l'Ue ha "un patto di stabilità e crescita che è molta stabilità e poca crescita, dobbiamo invertire un attimo queste regole".

Quando aveva parlato qualche ora prima, a margine del Consiglio europeo, Conte era di certo apparso più ottimista. "Con il presidente non entriamo nei dettagli, ci aggiorniamo sullo stato del negoziato".

Le fattispecie contestate a livello amministrativo hanno riguardato sia l'etichettatura dei prodotti, sia la loro pubblicità attraverso i rispettivi siti web, in violazione alle normative nazionali e comunitarie in materia, in quanto le preparazioni alimentari contenenti tartufo, seppure presenti in quantità minima rispetto agli altri ingredienti, devono riportare in etichetta l'esatta percentuale e la denominazione di tale ingrediente caratterizzante. E spiega: "Il nostro candidato ideale alla presidenza della Commissione Ue è quello che si predispone a cambiare le regole" europee. "E' un dovere aprire adesso, senza ulteriore indugio, una fase costituente per ridisegnare le regole di governo delle nostre società e delle nostre economie", si legge nella lettera.

Come riporta "La Repubblica", Matteo Salvini, ospite al Festival del Lavoro al MiCo di Milano, ha dichiarato a questo proposito: "Evitare la procedura d'infrazione è l'obiettivo, spero, di tutti". Ma posso contestare i numeri. "Non serve dire 'non rispettiamo queste regole, non ce le applicate'". Il governo, dove M5s e Lega si sfidano quotidianamente su tutto, sembra realmente appeso a un filo.

Il premier porta alla Ue un tesoretto di almeno cinque miliardi, capace di frenare la corsa del deficit 2019 al 2,1%, invece del 2,5% previsto dalla Commissione Ue. Salvini e Di Maio pretendono dall'Ue almeno la concessione di una poltrona di peso nella composizione della futura Commissione: "Con i leader ci siamo confrontati, anche nelle sedi più informali, sulle nomine dei vertici delle istituzioni europee". Per questo la via più costruttiva sarà quella di provare a mettere insieme pacchetti che rispondano ai criteri geografici e di genere (Tusk vorrebbe due donne per i top job) ed accontentino le varie famiglie politiche.

Dopo una lunga giornata di contatti e di trattative in cui si sono inseguite diverse ipotesi, compreso quella della presidente croata Kolinda Grabar Kitarovic come soluzione di compromesso per la presidenza della Commissione, un accordo resta lontano.

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