Papa Francesco: brutto vedere un nunzio coi vestiti firmati tra i poveri

Bruno Cirelli
Giugno 16, 2019

Il Santo Padre parteciperà al convegno "La teologia dopo veritas Gaudium nel contesto del Mediterraneo", una due giorni aperta a intellettuali, teologi, studenti e professori delle facoltà di Teologia.

Il 17 novembre si celebrerà la Giornata Mondiale dei Poveri e Papa Francesco pranzerà con 1500 persone in difficoltà; altri 1500 poveri saranno contemporaneamente ospiti a pranzo in altre strutture di Roma.

Il Vaticano non ha rilasciato la lista dei partecipanti all'udienza, tuttavia diverse voci di corridoio sostengono che quasi tutte le maggiori compagnie petrolifere mondiali fossero presenti (si parla di una lista che comprende compagnie come Eni, Exxon, Total, Repsol, BP, Sinopec, ConocoPhillips, Equinor e Chevron).

Il loro compito, invece, deve essere quello di "difendere coraggiosamente la Chiesa dinanzi alle forze del male che cercano sempre di screditarla, di diffamarla o di calunniarla", senza farsi "ingannare dai valori mondani", guardando "alla Parola di Dio per giudicare cosa sia saggio e buono": "Nessun regalo di qualsiasi valore deve mai renderci schiavi!" Si è arrivati "perfino a teorizzare e realizzare un'architettura ostile in modo da sbarazzarsi della loro presenza". Ci sono matrimoni nulli per mancanza di fede. "Incontriamo ogni giorno famiglie costrette a lasciare la loro terra per cercare forme di sussistenza altrove; orfani che hanno perso i genitori o che sono stati violentemente separati da loro per un brutale sfruttamento; giovani alla ricerca di una realizzazione professione a cui viene impedito l'accesso al lavoro per politiche economiche miopi; vittime di tante forme di violenza, dalla prostituzione alla droga, e umiliate nel loro intimo. La condizione di emarginazione in cui sono vessate milioni di persone non potrà durare ancora a lungo".

Il Pontefice denuncia che i poveri "sono trattati da rifiuti, senza che alcun senso di colpa investa quanti sono complici di questo scandalo".

Il Papa chiede ai suoi ambasciatori di essere sobri e di praticare una vita di preghiera, che illumini il loro operato e la loro missione, perché senza si diventa "semplici funzionari, sempre scontenti e frustrati". Situazioni dalle quali è difficile affrancarsi perché a volte i poveri vivono un dramma nel dramma: vengono "trattati con retorica", "sopportati con fastidio", "giudicati spesso parassiti della società". Il Pontefice cita don Primo Mazzolari: "Il povero è una protesta continua contro le nostre ingiustizie; il povero è una polveriera". Per i poveri "è un dramma nel dramma, non è consentito loro di vedere la fine del tunnel della miseria".

"Sul problema del matrimonio dobbiamo uscire dalla casistica che ci inganna".

"Per un giorno lasciamo in disparte le statistiche; i poveri non sono numeri a cui appellarsi per vantare opere e progetti". Sono costretti a ore infinite sotto il sole cocente per raccogliere i frutti della stagione, ma sono ricompensati con una paga irrisoria; non hanno sicurezza sul lavoro né condizioni umane che permettano di sentirsi uguali agli altri. Fisichella e mons. Graham Bell, rispettivamente presidente e sotto-Segretario del Pontificio consiglio per la Promozione della nuova evangelizzazione.

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