E se la partita di calcetto fosse considerato nell'orario di lavoro?

Bruno Cirelli
Giugno 16, 2019

La pronuncia, di cui ha dato notizia La Voz de Galicia, conferma quella analoga della Audencia nacional e ha accolto il ricorso dei sindacati dell'Altadis, società leader nella produzione di tabacco che ogni anno organizza un torneo di calcio con i tabaccai della zona.

Storica sentenza del Tribunale Supremo spagnolo di Vigo: il calcetto con i colleghi di lavoro o i clienti deve essere considerato parte dell'orario di lavoro. Una roba seria, appunto. La partecipazione al torneo non è obbligatoria, ma da sempre chi partecipa al torneo ha poi il diritto a recuperare le ore spese al torneo sotto forma di giorni liberi. I sindacati non si sono accontenti di questo accordo... Come racconta 'La Gazzetta dello Sport', il Tribunale Supremo Spagnolo ha stabilito che giocare a calcio a 5 con persone che hanno a che fare col mondo del proprio lavoro è, per l'appunto, parte dell'orario lavorativo. E il tempo impiegato per riscaldamento, tackle e tiri in porta va scalato dal monte orario. Hanno raggiunto il loro obiettivo, così ora in Galizia giocare a calcetto con colleghi e clienti è sinonimo di lavoro. Adesso, però, i sindacati hanno ottenuto che nell'equiparazione alle ore di lavoro rientri anche il diritto alle 12 ore di riposo dopo il fischio finale e alla copertura assicurativa dagli infortuni di gioco non solo nei 90 minuti di gioco ma anche nel tragitto da casa al campo e viceversa. Insomma, il cliente ci va giù duro e ti fa male alla caviglia?

La curiosa sentenza arriva da Vigo, in Galizia, nella parte nord-ovest della Spagna. Ed è entrata a gamba tesa negli uffici e nelle sale riunioni di mezzo mondo.

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