Sul web indignazione per rinvio udienze del caso sull'estradizione di Assange

Bruno Cirelli
Giugno 15, 2019

Gli utenti di Twitter si sono indignati dalla decisione dei giudici britannici di rinviare le udienze del caso dell'estradizione di Julian Assange ed hanno chiesto che il fondatore di WikiLeaks venga rimesso in libertà. Ma finché il governo resta in mano ai tories, il via libera politico di Londra alla contestatissima consegna di Julian Assange agli Usa è scontato in partenza.

Durante la trasmissione Today di Radio 4 della BBC, il ministro ha affermato che Assange: "È giustamente dietro le sbarre".

L'atto di Javid ad oggi ha un valore puramente tecnico e preliminare. Domani il giudice deciderà anche se svolgere l'udienza in Tribunale o nel carcere dove Assange è detenuto, a seconda delle condizioni di salute dell'arrestato.

In ogni caso, se Javid sperava con questo annuncio di ottenere visibilità nella corsa alla leadership Tory, unendo il suo profilo da figlio integrato d'immigrati pachistani musulmani all'immagine da filo-americano e ministro dal pugno di ferro, il risultato è stato modesto: appena quinto con 23 voti incassati alla prima votazione, 91 in meno del capofila Boris Johnson.

La firma sulla richiesta di estradizione di Assange, deve aver pensato Javid, avrebbe potuto essere come una specie di medaglia da rivendere per la propria candidatura ai falchi conservatori in Parlamento. Sullo sfondo non mancano del resto polemiche nemmeno nel Regno Unito. Accuse che aprono un nuovo fronte nella lotta dell'amministrazione contro la diffusione di notizie segrete: se in precedenza le accuse erano sempre state rivolte a chi aveva fornito il materiale classificato, come Manning - condannata a 35 anni di carcere, graziata dal presidente Barack Obama e ora di nuovo in prigione per essersi rifiutata di testimoniare davanti al grand jury sulle sue interazioni con Assange - ora si cerca di punire chi lo ha reso pubblico.

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