Conte: Merkel perfetta per la Presidenza della Commissione UE

Bruno Cirelli
Giugno 15, 2019

Ha infatti dichiarato al canale francese della televisione di Stato svizzera RTS: "L'Europa ha bisogno per i suoi vertici di volti di personalità forti; ha bisogno di persone con una credibilità personale e dotate di competenze".

Nell'intervista, Macron ha confermato le sue riserve rispetto alla candidatura del tedesco Manfred Weber alla presidenza della Commissione: "questi 'spitzenkandidat' non li conosce nessuno...", ha rilevato. "A quanto ne so però, non pensa a questo impegno", interviene invece il premier Giuseppe Conte, che nella partita delle nomine insiste nel "rivendicare" per l'Italia "una posizione di primo piano".

Ma, a stretto giro, da Berlino è arrivata una super-legittimazione all'esecutivo comunitario e alla sua proposta di avviare una procedura d'infrazione nei confronti di Roma.

Manovre Europee, dichiarazioni, sostegni, incoraggiamenti e anche sarcasmi. Secondo gli eurodeputati, nel 2014 il sistema ha instaurato un legame forte tra la scelta del presidente della Commissione e l'esito delle elezioni europee. In qualsiasi caso, "se decidesse di farlo, io la sosterrei" ha concluso. Meglio piazzati per succedere a Mario Draghi appaiono i finlandesi Olli Rehn e Erkki Liikanen, visti tutto sommato come una soluzione di compromesso. Lo fa in nome della solida amicizia che lega la cancelliera tedesca al presidente francese e "per l'interesse dell'Europa".

Altro auspicio di Macron è che i quattro ruoli più importanti della Ue (presidente della Commissione, presidente del Parlamento, ministro degli Esteri e presidente del Consiglio europeo) vadano a due donne e due uomini. Philippe ha parlato questo pomeriggio di fronte all'Assemblea nazionale, e domattina riproporrà lo stesso discorso al Senato. Un interrogativo che può somigliare a una fake news ma dagli archivi della Stasi non sono mai usciti documenti che confermassero il sospetto.

Così, il governo di Edouard Philippe ha ottenuto oggi la fiducia dei deputati dell'Assemblea Nazionale con 363 voti a favore, 163 contrari e 47 astensioni dopo il discorso di politica generale di metà mandato, definito la "fase 2" del governo.

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