Ridiscutere il carcere a vita

Bruno Cirelli
Giugno 14, 2019

Al contrario dell'ergastolo semplice, l'ergastolo ostativo (anche chiamato "fine pena mai") non consente al condannato di usufruire di quei benefici quali permessi premio, assegnazione del lavoro all'esterno, misure alternative alla detenzione che sono invece previste all'ergastolano semplice che, generalmente, non sconta mai in toto la sua condanna. Attenzione: la sentenza non comporta la liberazione di Viola, ma l'Italia è condannata a pagargli seimila euro di spese legali. L'unico caso in cui l'ergastolo ostativo può essere derubricato ad ergastolo semplice prevede la collaborazione con la giustizia da parte del condannato, solitamente chiamati per l'appunto "pentiti".

Strasburgo non nega la gravità dei reati commessi da Marcello Viola, ma critica che l'uomo, non avendo collaborato con la giustizia, si sia visto rifiutare le richieste di uscita dal carcere, nonostante i rapporti indicassero la sua buona condotta ed un cambiamento positivo della sua personalità. Secondo i giudici di Strasburgo, infatti, la legge viola l'articolo 3 della convenzione europea sui diritti umani, ovvero il divieto di trattamenti degradanti e inumani.

Quello che viene imputato all'Italia è la violazione dei diritti previsti dalla convenzione per come l'ergastolo ostativo stesso è strutturato. A dirlo è Patrizio Gonnella, presidente dell'Associazione Antigone. "La dignità umana è un bene che non si perde mai - prosegue -".

A richiamare l'Italia sono stati i giuristi di Strasburgo che ritornano su un argomento certo non nuovo alle discussioni: l'ergastolo ostativo. Una persona che dia prova di partecipazione all'opera di risocializzazione deve avere sempre una prospettiva possibile di libertà.

"Secondo la Corte l'ergastolo ostativo è una forma di punizione perpetua incomprimibile. Ci auguriamo - conclude il presidente di Antigone - che il legislatore tenga conto di questa sentenza modificando le norme penitenziarie e i suoi inaccettabili automatismi". Questa scelta, però - fa notare la Corte di Strasburgo - non è "libera", perché alcuni condannati hanno paura che questo "metta in pericolo la loro vita e quella dei loro familiari".

"Pronunciamento storico". Queste le parole usate dall'associazione Nessuno tocchi Caino per commentare la sentenza della Corte Europea per i Diritti Umani sull'ergastolo ostativo.

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