Palermo, sequestrati in Thailandia beni a tesoriere di Cosa Nostra

Bruno Cirelli
Giugno 12, 2019

Un conto corrente bancario nelle disponibilità di Vito Roberto Palazzolo, ex tesoriere e riciclatore dei capimafia Totò Riina e Bernardo Provenzano, è stato sequestrato in Thailandia. In particolare il Nucleo Investigativo, a partire dal mese di gennaio 2012 e in collaborazione con il Ros, ha avviato una serie di attività, coordinate dalla Dda, anche attraverso intercettazioni telematiche (profili Facebook e di altri social network riferibili al latitante e al nucleo familiare), nonché tramite l'acquisizione di notizie da fonti confidenziali, che hanno consentito di documentare il viaggio di Palazzolo in Thailandia e a Bangkok. Nel nostro Paese era stato condannato in primo grado a 12 anni di carcere per l'affare "Pizza connection", la sentenza era poi stata revocata in appello perché già la Svizzera lo aveva giudicato e condannato a tre anni. "Nel 1984 Palazzolo venne tratto in arresto dalle autorità elvetiche; temendo di essere giudicato dall'autorità giudiziaria italiana, in attesa dell'estradizione, confessò alle autorità svizzere le sue relazioni con i principali protagonisti del traffico di sostanze stupefacenti".

Palazzolo fu protagonista del traffico internazionale di sostanze stupefacenti che nei primi anni Ottanta legava la mafia siciliana all'Estremo Oriente e agli Stati Uniti.

Le indagini, condotte dalle Fiamme Gialle del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza - Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata e dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Palermo, hanno consentito di individuare e sequestrare un deposito bancario intestato alla moglie del P., la ricca ereditiera di origine israeliana T. G., con un saldo attivo di diverse decine di migliaia di euro, allo stato in via di esatta e definitiva quantificazione.

Così inizialmente l'Ufficio Antiriciclaggio thailandese ha emanato un provvedimento di congelamento dei beni riconducibili a Palazzol. Successivamente la Corte reale civile thailandese ha disposto il sequestro di beni a carico dei coniugi Palazzolo, costituiti da un deposito bancario.

Sfruttando un permesso concessogli dalle autorità carcerarie elvetiche e grazie a un passaporto svizzero falsificato, Palazzolo si spostò in Sudafrica con la falsa identità di Robert von Palace Kolbatschenko.

Operazione della guardia di finanza contro Vito Roberto Palazzolo, il tesoriere di Cosa nostra. "Proprio in Sudafrica, von Palace affinava le sue grandi doti imprenditoriali, mettendo a sistema le sue capacità di finanziere internazionale e, grazie anche a importanti appoggi, iniziava ad investire nel settore immobiliare e in numerose attività commerciali estendendo i propri interessi anche in territori limitrofi, quali la Namibia e l'Angola", ha dichiarato la Guardia di finanza.

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