Tumore del pancreas: olaparib raddoppia tempo sopravvivenza

Barsaba Taglieri
Giugno 5, 2019

Il nuovo farmaco effettivamente riduce il rischio di progressione del tumore al pancreas per questi pazienti che presentano specifiche mutazioni genetiche, riscontrate nei tumori dell'ovaio e della mammella.

Finora non si erano mai dimostrati efficaci nessuno dei trattamenti sperimentati per migliorare la sopravvivenza di questi malati. "POLO è il primo studio randomizzato di fase 3 sul tumore del pancreas metastatico - commenta il primo autore dello studio Hedy Kindler, professore di medicina alla University of Chicago Medicine - ad utilizzare un approccio terapeutico basato sulla presenza di un biomarcatore, aprendo in questo modo la strada ad una nuova era di medicina personalizzata in questa forma tumorale difficile da trattare".

Lo studio Polo si è basato su un precedente recente studio di Fase II, in cui l'aggiunta dell'inibitore di Parp aveva dimostrato un tasso di risposte di quasi il 22% in pazienti con mutazione gBrcam. Sul versante della safety, il 40% dei pazienti trattati con olaparib ha presentato effetti collaterali di grado 3-5 e il 5,5% dei trattati (contro l'1,7% del gruppo di controllo) ha dovuto interromepere il trattamento.

L'attuale standard di terapia nella malattia metastatica "offre una sopravvivenza libera da progressione di malattia in media di soli 6 mesi - spiega Giampaolo Tortora, direttore del Comprehensive Cancer della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e coautore dello studio -". In genere interessa chi è tra i 50 e gli 80 anni. Un tumore che 'corrompe' il microambiente Il tumore del pancreas ha rispetto alle altre neoplasie un comportamento del tutto peculiare perché 'corrompe' io microambiente circostante e questo favorisce la diffusione metastatica precoce e gli conferisce una particolare aggressività. "Nel caso del tumore del pancreas, si stima che i geni che si occupano dei processi di riparazione del DNA rappresentino anche il 23-24% di tutti i geni".

È uno dei tumori più letali in assoluto. Il microambiente del tumore pancreatico è insomma 'corrotto' in senso pro-tumorale. Il tumore al pancreas viene più indietro ma è uno dei più temuti in quanto non immediatamente evidente, diagnosticato nella maggior parte dei casi solo troppo tardi solo alla comparsa dei sintomi più evidenti come la perdita di peso, e quindi spessissimo fatale; gli studi, finora, non sono riusciti a risalire in maniera precisa a cause legate allo stile di vita o alla dieta e all'alimentazione, ed è quindi possibile che l'origine del male sia fortemente collegata ai geni. Noi ci auguriamo - ha aggiunto Tortora - che sulla scia di questo importante lavoro scientifico il farmaco possa essere reso disponibile per le cure compassionevoli per i pazienti che hanno ottenuto una stabilizzazione della malattia dopo trattamento con un derivato del platino. All'inizio di quest'anno, l'ASCO ha formulato una Provisional Clinical Opinion (PCO), nella quale raccomandava di sottoporre i pazienti con tumore del pancreas allo screening per la ricerca delle sindromi ereditarie che aumentano il rischio di tumore del pancreas, comprendente anche il test BRCA.

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