La Knesset si scioglie. In Israele si torna a votare

Bruno Cirelli
Giugno 2, 2019

Dopo un dibattito di 12 ore, i legislatori hanno approvato con un voto 74 a 45 un disegno di legge del partito Likud per sciogliere la 21ª Knesset e tenere nuove elezioni il 17 settembre. "Il partito di Lieberman - aggiunge - ha messo in difficoltà Netanyahu, poi la questione giudiziaria, con la possibile incriminazione per corruzione, ha assestato il colpo finale a una legislatura che non è mai nata".

"Liberman aveva detto che mi avrebbe sostenuto come primo ministro ma non ha avuto intenzione di farlo sin dal primo momento", ha aggiunto Netanyahu che ha definito Liberman "parte della sinistra". Movimenti politici che rappresentano le principali famiglie dell'ortodossia ebraica, contano ciascuno 8 seggi in parlamento e sono l'indispensabile ago della bilancia delle geometrie di Netanyahu. Netanyahu aveva raggiunto un accordo con i partiti ultrareligiosi per farli entrare al governo, concedendo loro una modifica della legge sul servizio di leva che limita per i giovani ultraortodossi gli obblighi verso l'esercito.

E a dire che i conservatori, con la somma dei partiti religiosi, una maggioranza l'avrebbero avuta, .

Il senso della battaglia di oggi del Likud era quella di evitare che il capo di Stato Reuven Rivlin desse a qualcun altro che non fosse Netanyahu l'incarico di formare il governo.

Decisivo nell'evoluzione che porterà i cittadini israeliani al voto tra quattro mesi è stato sicuramente l'ex ministro della Difesa Avigdor Lieberman, leader dei nazionalisti e più che probabile alleato, negli scenari post elettorali di aprile, di Likud. Sul percorso di Netanyahu ci sono le 3 inchieste giudiziare per cui il procuratore ghenerale della Repubblica di Israele ha già annunciato l'intezione di portarlo a processo. Decisivi per lo scioglimento del Parlamento i voti dei due partiti arabi Ràam-Balad e Hadash-Tàal, che si erano astenuti alla prima votazione il 27 maggio scorso. Il forcing che ne è seguito, indirizzato ad invitare le forze in causa a impedire ingerenze estere, ha solo acuito una crisi che, appunto, ha finito per portare il paese all'attuale stallo. Subito dopo si passerà alla terza e ultima lettura. Si trattava di un passaggio chiave, cruciale e troppo delicato, attorno al quale non è stato trovato alcun genere di accordo in merito alle posizioni di Avigdor Lieberman, capo del partito ultra-nazionalista russofono Yisrael Beitenu, e i movimenti politici religiosi. "Ma la legge si era arenata davanti alle minacce dei partiti religiosi di uscire dalla maggioranza di Governo".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE